Il Tirreno

Prato

la proposta di Bugetti (Pd)

«Estendiamo a Prato il servizio di “Pronto badante”»

«Estendiamo a Prato il servizio di “Pronto badante”»

PRATO. Il progetto esiste già e quindi non bisogna inventare nulla. Lo hanno sperimentato, con successo, a Firenze ed Empoli. Perché non estenderlo allora a Prato, dove ci sono liste d’attesa...

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PRATO. Il progetto esiste già e quindi non bisogna inventare nulla. Lo hanno sperimentato, con successo, a Firenze ed Empoli. Perché non estenderlo allora a Prato, dove ci sono liste d’attesa chilometriche per entrare nelle case di riposo? E’ la scommessa della candidata Pd al consiglio regionale Ilaria Bugetti che guarda al servizio “Pronto badante”, pensato dall’assessore regionale Stefania Saccardi e finanziato con fondi europei, come modello da esportare anche a Prato, scegliendo così di premere sul tasto della sanità nella sua campagna elettorale in vista delle elezioni del 31 maggio. E da ex sindaco, Bugetti sa bene l’importanza del tema per le famiglie, ecco perché, fa sapere, «bisogna chiedere cento quote sanitarie aggiuntive per le Rsa». Ma come funziona “Pronto badante”? Il servizio, che ha preso il via due mesi fa a Firenze ed Empoli, consiste nell’erogazione di 300 euro una tantum di voucher per coprire fino a 30 ore di impiego di una badante per le prime necessità delle famiglie. Che, in pratica, non devono fare altro che alzare la cornetta e comporre un numero verde specificamente dedicato per avere assistenza. «A Prato lavorano circa 1000 badanti regolari e sappiamo benissimo quanto sia delicato l’inserimento di questa figura nei nuclei familiari. Un servizio che oggi viene affidato alla buona volontà delle associazioni mentre con “Pronto badante” sarebbe l’azienda sanitaria ad assegnare la badante in raccordo con le aziende del terzo settore e secondo le esigenze familiari. Le buone pratiche vanno esportate e nella sanità Prato deve recuperare un gap. Bisogna pretendere che i 3 milioni che l’assessore Marroni a suo tempo promise per Prato arrivino al netto dei 2 milioni e mezzo investiti per la task-force di controllo degli ispettori nei capannoni». Il capitolo sanità non si esaurisce qui. Tra le priorità in agenda dell’aspirante consigliera, l’aumento dei posti letto per le cure intermedie e le dimissioni “difficili” (una cinquantina quelli a Prato tra vecchio ospedale e Villa Fiorita) in modo da non “intasare” le capienze delle Rsa, l’avvio delle “Case della Salute” (Prato, Montemurlo, Val Bisenzio e Montalbano) e il rafforzamento del territorio a partire dai distretti. «E invece – conclude l’ex sindaco di Cantagallo - quello di San Paolo va a sparire e alcune strutture sono inadeguate, come il distretto di Vernio».

Maria Lardara

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