La manifestazione
«Rinuncio allo stipendio di consigliere»
Regionali: è la promessa di Marchi, Democrazia Solidale, entrato nella lista del Partito democratico
PRATO. E' stato catapultato (al posto dell'ortopedico Pasquale Leonardo)nella lista Pd delle Regionali per dinamiche politiche squisitamente nazionali. Dunque il giovane Lorenzo Marchi , avvocato, residente a Firenze, rampollo di una nota famiglia di professionisti pratesi , deve rimboccarsi le maniche. E lo fa. All'inaugurazione del suo comitato, in via Guasti, in un ex fondo sfitto, è stato presentato da due big del movimento Democrazia Solidale (di orientamento cristiano democratico e cristiano sociale nato nel luglio del 2014 che ingloba esponenti ex di Pezzott a ed ex di Tabacci, origini ex Scelta civica ed ex Popolari per l'Italia, oggi schierati senza se e senza ma in appoggi al governo Renzi) il sottosegretario agli esteri Mario Giro e il coordinatore nazionale Paolo Ciani, entrambi fondatori del movimento.
E la partenza - è lo slogan su manifesti e volantini - è col botto: "Vota il tuo consigliere a costo zero". In pratica Marchi avrebbe promesso di rinunciare allo stipendio di consigliere regionale, se mai venisse eletto, per devolverlo al mondo dell'associazionismo e del volontariato. Propaganda? Chissà.
Penultimo nella lista pratese, Marchi si trova "stretto" tra Ilaria Bugetti e Luisa Peris. Ma tantè, nella tornata elettorale del 31 maggio prossimo, contano le preferenze. Che l'esponente di Democrazia Solidale cerca attraverso alcune paro d'ordine: "progettazione" è la prima che fa rima, secondo il candidato, con turismo, cultura e sport. Grandi capitoli, nei quali - per Marchi - Prato può eccellere «se lavorerà in sinergia con le altre città dell'area metropolitana - dice - anche sul fronte di collegamenti e infrastrutture ma rifiutandosi di prendere i rifiuti di Firenze». In sostanza: imporsi come città autonoma di fronte alla tentazione del capoluogo, sempre presente, di fare l'asso pigliatutto. Poi c'è il tema dell'immigrazione: «Prato volente o nolente deve fare i conti con questa realtà. Possibilmente - dice Marchi - evitando il binomio "stranieri uguale delinquenza"». Marchi è convinto che la comunità cinese di Prato, la più grande d'Italia e forse d'Europa, se si considerano le dimensioni della città che la ospita, sia un risorsa. Ecco perché: «Perché fa parte di una delle potenze economiche mondiali da qui ai prossimi quindici anni». Quindi, il consiglio, è quello di collaborare e non voltare le spalle. E per quando concerne il Macrolotto zero o chinatown l'idea è quella di trasformare la zona in una attrazione turistica. Per Giro e Ciani la questione della scesa in campo del movimento nella lista Pd si pone in termini scommessa: «Capire, a partire proprio dai territori, come sarà il Pd che ha avviato un cantiere (quello di Renzi ndr) che lo trasformerà». E dunque avanti «le persone e le loro esperienze», indietro i partiti; stop alla politica «dell'odio e della contrapposizioni» avanti «con la solidarietà sociale e i valori per provare a interpretare un futuro».
Cristina Orsini
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