Il Tirreno

Prato

L'acqua di Prato è troppo “dura”, serve un filtro

Barbara Burzi
L'acqua di Prato è troppo “dura”, serve un filtro

Brutte notizie in arrivo per decine di migliaia di famiglie: una norma regionale impone una spesa imprevista per la caldaia che supera i 60 euro

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PRATO. C’è acqua e acqua. Forse non ci avete mai pensato, ma se nelle vostre tubature circola acqua “dura”, ad alto contenuto di sali, occorrerà inserire un filtro anticalcare. Non si tratta di una scelta affidata alla buona volontà (e al portafoglio) di ognuno, bensì un obbligo di legge.

Secondo quanto stabilito dal nuovo regolamento regionale in materia di controllo dell’efficienza energetica degli impianti termici, che recepisce indicazioni dell’Unione europea adottate dall’Italia con il decreto del Presidente della Repubblica numero 74, in vigore dallo scorso agosto, nel nuovo libretto della caldaia, dovrà essere indicata anche la durezza dell’acqua utilizzata dall’impianto. Se quest’ultima supera i 15 gradi francesi occorrerà installare un dosatore per addolcirla ed evitare che l’impianto consumi troppa energia, quindi risulti troppo inquinante.

Non tutte le caldaie installate in provincia di Prato hanno bisogno del filtro anticalcare, ma nel 90% dei casi è indispensabile. Dipende, appunto, dalla durezza dell’acqua che varia da zona a zona. Nel sito di Publiacqua, la società che ha in gestione il servizio idrico sul territorio, è stata creata una mappa (http://www.publiacqua.it/qualita/geolocalizzazione) che consente di verificare la qualità dell’acqua del rubinetto di casa e di misurarne la durezza, variabile da comune a comune, persino da strada a strada, inserendo l’indirizzo di casa nell’apposita griglia.

Dalla mappa emerge che, in provincia di Prato, l’unica zona in cui l’acqua è più dolce è Cantagallo, con 13 gradi francesi . In tutte le altre zone si superano i 15 gradi F, soglia massima al di sopra della quale è necessario abbattere la durezza con appositi dispositivi: fatta eccezione per Cantagallo, tutti gli altri abitanti della provincia dovranno procurarsi un filtro.

Ad oggi, a Prato, la durezza dell’acqua è di 23 gradi, a Montemurlo di 19, a Vaiano e Vernio di 16, mentre nei comuni medicei il valore sale raggiungendo 32 a Poggio a Caiano e 53 a Carmignano. Va precisato che tutte le persone possono bere acqua con livelli di durezza più o meno alti: valori medi o elevati di tale parametro possono determinare solo variazioni nel gusto dell’acqua.

«Il modello Estra - spiega Luciano Iovine di Estra Clima, la società del gruppo che opera nel settore - propone un dosatore di polifosfati, ovvero un apparecchio da installare sotto la caldaia e immediatamente prima dell’ingresso dell’acqua nell’impianto». Il filtro costa circa 60 euro, ma all’acquisto iniziale va aggiunta una spesa fissa per il ricambio dei polifosfati di cui si avvale il filtro per modificare chimicamente la durezza dell’acqua. Per capirsi, si tratta di un apparecchio ricaricabile con cartucce di polifosfato per il filtro dosatore acquistabili in pacchetti a una cifra di circa 15 euro.

«A una spesa minima in più corrisponde un beneficio derivante dal risparmio nella manutenzione dell’apparecchio che durerà più a lungo e sarà più efficiente», promette l’esperto. Il motivo dell’introduzione di quest’ultima novità riguardante il trattamento dell’acqua, che a molti potrà apparire come un ulteriore balzello, è legato infatti al risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento.

«Se l’acqua è troppo dura, infatti, si forma più calcare e la caldaia - spiega Luciano Iovine - sarà meno efficiente, di conseguenza consumerà più energia e inquinerà di più». Ma l’installazione del dosatore non consente di preservare dal calcare gli altri elettrodomestici presenti in casa. «Se possibile - aggiunge Iovine - si consiglia di dotare l’alloggio di un addolcitore (che costa molto di più del dosatore) a servizio dell’unità immobiliare al fine di proteggere dal calcare tutti gli apparecchi presenti in casa, come lavatrice e lavastoviglie».

Lo nuove norme prevedono controlli e sanzioni per chi non si è messo in regola. Già da fine 2014 i tecnici di Estra Clima hanno iniziato a installare gli appositi filtri nelle caldaie delle abitazioni in cui sono chiamati a intervenire, mettendo a norma gli impianti. Le famiglie che vogliono adeguarsi o semplicemente sapere se sono tra quelle obbligate a installare il dosatore sono invitate a rivolgersi al proprio idraulico e al tecnico di fiducia che si occupa dei controlli della caldaia. «Chi vuole installare subito il filtro può farlo», dice Iovine, dato che «la norma prevede sanzioni da 500 a 3.000 euro».

«I controlli sono affidati agli stesi enti preposti alla verifica periodica dell’impianto - spiega il tecnico – Se al controllo non risulta installato un filtro che invece sarebbe previsto scatta la prescrizione, ovvero si concede un periodo di tempo per adempiere all’obbligo di legge».

Può succedere che qualche idraulico confonda i trattamenti dell’acqua con il lavaggio dell’impianto: «Nei nuovi libretti di impianto si parla solo di trattamento dell’acqua, non di lavaggio dell’impianto, che è una cosa buona da fare, ma non è obbligatorio per legge - conclude Iovine - In alcuni casi viene imposto dalle case costruttrici delle caldaie come condizione necessaria per poter usufruire della garanzia. Estra Clima consiglia di fare il lavaggio degli impianti a quei clienti che lamentano problemi di circolazione dell’acqua nella propria abitazione».Quanto alle sanzioni, come detto, i controlli al momento sono blandi ma teoricamente si profila all’orizzonte una nuova gabella che potrebbe ricadere su migliaia di famiglie pratesi.

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