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Ospedale, sull'impianto fotovoltaico del parcheggio indaga la Corte dei Conti
La procedura inviata alla magistratura contabile dai revisori dei conti dell'Asl 4 di Prato che già in marzo avevano avvertito della necessità di avere ulteriori documenti. Secondo i controllori è ingiustificato l'affidamento diretto a Sat spa ed è eccessivo il costo dell'opera che supera il milione e mezzo di euro
PRATO. Finisce alla Corte dei Conti il caso delle procedure di affidamento per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico sulle pensiline dei parcheggi dell'ospedale Santo Stefano di Prato: la decisione è stata assunta dallo stesso Collegio dei sindaci revisori della Asl 4 che già nel marzo scorso si era pronunciato con un avvertimento in questo senso in caso non fosse pervenuta la documentazione adeguata.
A quel momento, il verbale sindacale contenente il dettaglio dei rilievi era stato trasmesso ai ministeri dell’Economia e della Sanità, con riserva di ricorrere alla magistratura contabile. Scelta poi operata, secondo quanto appreso dal candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Stefano Mugnai (vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale).
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"Dunque il caso fotovoltaico, dopo ripetute sollecitazioni a produrre adeguata documentazione, finirà nelle mani della magistratura contabile". Secondo i revisori – spiega Mugnai – a quanto si legge nel verbale della seduta di marzo, l’affidamento diretto dell’opera alla Sat Spa “non appare giustificato in quanto non si è in presenza di fornitore esclusivo” e “l’entità della spesa è tale (euro 1.595.031,50 oltre oneri fiscali Iva 10%) che la procedura seguita non può ritenersi conforme ai limiti indicati dalle norme sui contratti pubblici”. "Sono rilievi gravi, di forma e di sostanza - prosegue Mugnai - a cui nell’arco di mesi la Asl4 non è stata in grado di produrre giustificazioni convincenti a causa dell’atteggiamento tenuto dalle imprese».
Sulla questione il vicepresidente della commissione Sanità, aveva proprio a marzo presentato un’interrogazione al governatore Enrico Rossi e all’assessore alla salute Luigi Marroni per chiedere un intervento che ripristinasse da un lato correttezza e trasparenza nei rapporti tra la Asl pratese e il raggruppamento di imprese, dall’altro che garantisse la collettività circa il rispetto dovuto all’utilizzo di denaro pubblico, ancorato ai “principi di efficacia, efficienza ed economicità” richiamati dal Collegio sindacale. Ora la palla passa alla Corte dei Conti.
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