Attenzione
Primo maggio in musica a Prato
Corteo per le strade del centro con il sindaco e tutta la giunta. Una festa che si tinge anche di protesta contro il Jobs Act del governo Renzi
PRATO. Sobrio, ma allegro, “musicale” grazie ai Giovani democratici che hanno pensato, come di consueto, alla colonna sonora a suon di “Inno dei lavoratori”, “Bella ciao” e “La locomotiva di Guccini”. Partecipato anche se non troppo: sono state circa seicento – secondo la Digos – le persone che hanno preso parte al corteo e al comizio in piazza delle Carceri – questa una novità assolta – per il Primo Maggio a Prato.
Presente il sindaco Matteo Biffoni, presenti tutti gli assessori della giunta, vip politici, il vicepresidente della provincia Emiliano Citarella, tutti i candidati alle Regionali Pd, il corteo è sfilato liscio liscio lungo il centro storico cittadino tra bandiere, striscioni – uno anche di Staino - e cori. Non sarebbe stato così se il leader nazionale della lega Nord Matteo Salvini avesse mantenuto le promesse organizzando un “corteo parallelo” dopo la disputa del gazebo negato in piazza del Comune. Il buon senso ha prevalso e ha rinunciato.
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Primo maggio all’insegna del valore imprescindibile della vita e dell’accoglienza, quello di oggi. È stato Guglielmo Loy, segretario Confederale Uil Nazionale a dettare i temi. “La vita viene prima di tutto – ha detto – e salvare quella di popoli che scappano dalla guerra e dalla fame è più che un dovere”. Loy ha chiesto un corridoio umanitario per l’esodo dei profughi e nuove leggi su cittadinanza e accoglienza non solo italiane ma europee.
Non si è dimenticato del lavoro, il segretario nazionale Uil, affermando che: “Lavoro e sicurezza garantiscono la crescita solo se nel rispetto delle regole, altrimenti si ottiene l’effetto contrario”. Ha criticato “le troppe tasse che strozzano gli italiani e gli imprenditori” e un passaggio l’ha dedicato a Renzi e alla Jobs Act: “Da bocciare – ha detto Loy – perché l’eccessiva libertà delle aziende ad assumere o licenziare che alla fine non garantisce il lavoro indispensabile per la ripresa”.
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