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I mille dubbi del titolare «Il fuoco non ha le gambe»

I mille dubbi del titolare «Il fuoco non ha le gambe»

Saverio e Simone Puggelli sono convinti che si tratti di un incendio doloso «In questo posto ho passato cinquant’anni, è quasi la fine della vita...»

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PRATO. «Il fuoco non ha le gambe» mormora Saverio Puggelli, appoggiato al cancello d’ingresso di via Roma mentre contempla le fiamme che si stanno portando via la ditta dove ha passato gran parte della vita, cinquanta dei suoi quasi 70 anni. No, il fuoco non ha le gambe, non fa salti, e soprattutto il legno non prende bene se ha piovuto tutta la notte e non ci sono vicino contatori elettrici che possono andare in corto circuito.

Sono da poco passate le 7 e quel tratto di via Roma accanto al cavalcavia del Soccorso che di solito a quest’ora è molto trafficato dagli operai che vanno al lavoro è sgombro di auto ma pieno di autobotti, sgombra anche la Declassata, chiusa da quasi un’ora.

Pochi passi più in là c’è il figlio di Saverio, Simone Puggelli, che dice in pratica le stesse cose: «Sono convinto che qualcuno abbia dato fuoco. Come facevano altrimenti le fiamme a propagarsi da una parte all’altra del deposito di legname se nel mezzo non c’è niente. E poi così in fretta».

Saverio Puggelli, titolare della Puggelli Legnami, l’azienda fondata dal nonno, è convinto che sia stato un incendio doloso, anche se col passare del tempo le parole si fanno un po’ più caute. «Doloso? Chi lo sa? Certo è bruciato tutto insieme e poi non si sa a che ora è cominciato. Io sono arrivato qui prima delle 6 ed era già tutto un cerchio di fuoco. Settant’anni in fumo, la nostra è una ditta vecchia».

Puggellli racconta che in settant’anni non era mai successo niente del genere ed anche per questo pensa che non possa essere una semplice coincidenza. «Ma chi lo può sapere? Qualche filo elettrico, non ci credo». E non crede nemmeno che qualcuno gli voglia male, a lui o alla sua azienda. «Per carità... Non saprei dove andare a cercarlo».

Poi prova a fare qualche conto dei danni: «Dentro c’erano tra gli 800.000 e i 900.000 (intende il valore in euro del legno presente nel deposito, ndr), anche roba scaricata da poco». Poi c’è il valore dell’immobile e quello dei macchinari, c’è un camion e un paio di muletti, tanto che il totale del danno potrebbe non essere inferiore ai due milioni di euro. Gli chiedono con che cuore da domani si rimetterà al lavoro e lui scuote la testa: «A questo punto viene la voglia di smettere. Ho quasi settant’anni e cinquanta li ho passati qui in ditta. È quasi la fine della vita...».

Intanto intorno si affollano familiari, amici e conoscenti, perché la Puggelli Legnami è un’azienda a conduzione familiare che ha dato da vivere ad almeno due generazioni di Puggelli, e che dal 1948 occupa quel piazzale accanto alla Declassata che è tornato d’attualità negli ultimi anni a causa del progetto per l’interramento o il raddoppio della Declassata, tanto che qualcuno ieri ironizzava sul fatto che qualcuno avesse voluto fare spazio al progetto, visto che l’allargamento del viale Leonardo da Vinci avrebbe “mangiato” un pezzo della Puggelli Legnami. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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