«Fatto eccezionale inevitabili i disagi chiudendo le arterie»
PRATO. «Quando si bloccano due arterie come via Roma e la declassata la città non si salva». La prima considerazione dell’assessore al traffico Filippo Alessi chiama in causa l’inevitabilità degli...
PRATO. «Quando si bloccano due arterie come via Roma e la declassata la città non si salva». La prima considerazione dell’assessore al traffico Filippo Alessi chiama in causa l’inevitabilità degli effetti di un evento eccezionale per un paio di motivi. Intanto la posizione dell’azienda, collocata proprio a fianco del viadotto, a pochi metri dalla declassata nel tratto in cui ha due sole corsie. E soprattutto la tipologia dell’azienda bruciata: «Sono andati a fuoco legname e pellet, un combustibile, l’incendio si autoalimentava. Lo spegnimento ha richiesto una quantità enorme di acqua e quindi un continuo viavai di autobotti. Il comandante dei vigili del fuoco ha chiesto di chiudere un cerchio più ampio intorno al luogo dell’incendio per lasciare via libera al flusso dei mezzi. A quel punto abbiamo dovuto chiudere via Roma e la declassata, due assi portanti della viabilità. E le ripercussioni sono state inevitabili». Alla fine Alessi si assolve: «Alle 11,30 il peggio era passato e la situazione stava tornando alla normalità. Quattro ore di disagio per un evento straordinario e non prevedibile ci possono stare». Molti hanno criticato il Comune per il consiglio di usare l’autostrada. «Era un suggerimento della polizia municipale e noi l’abbiamo rilanciato. Era un tentativo da fare. E non abbiamo la riprova che sarebbe andata meglio diversamente».
Alessi coglie l’occasione per un fare passo verso il futuro. «Di certo sarebbe andata meglio se avessimo avuto già il progetto Infomobilità che partirà in autunno, una serie di cartelli luminosi nei punti strategici della viabilità cittadina con indicazioni in tempo reale fornite dalla centralina del traffico».
E a chi pensa con terrore ai lavori di interramento della declassata, proprio nel punto dell’incendio? »Intanto se avessimo avuto la declassata interrata non avremmo avuto problemi. Quando partiremo con l’opera, credo che si possa fare un progetto con le complanari così da simulare la situazione attuale per tutta la durata dei lavori».
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