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Prato

Picasso e Warhol per il nuovo Pecci

Picasso e Warhol per il nuovo Pecci

Si intitolerà “La fine del mondo” la mostra che il prossimo anno terrà a battesimo il museo d’arte contemporanea

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PRATO. “La fine del mondo”. Ecco il titolo della mostra inaugurale del nuovo Centro Pecci, probabilmente nella primavera dell’anno prossimo.

«Il mondo come lo conosciamo oggi non sarà più lo stesso, e tutto ciò ha inevitabilmente il sapore di una fine. Comprendiamo che il presente è ormai vecchio, superato e distante arrivano nuovi linguaggi nuovi concetti, nuove percezioni della realtà, che tardiamo a riconoscere senza riuscire ad immaginare pienamente cosa sarà il futuro» cosi il direttore Fabio Cavallucci, annunciando che la mostra avrà diverse sezioni all’interno del percorso museale, coinvolgendo il nuovo e il vecchio edificio, per un totale di 4000 mq di superficie espositiva. La mostra si sviluppa su diverse discipline , come il teatro, la musica, la danza, oltre naturalmente le arti visive. Fra gli autori presenti, Pablo Picasso, Andy Warhol, Umberto Boccioni, Simon Fujwara, Carlos Garaicoa,Camille Henrot, Thomas Hirshhorn, Henrique Oliveira, Agnieska Polska, Josef Robakowski, Wang Shu. Qiu Zhijie, ma anche Joya Castro, relatore di una delle conferenze allestite nelle scorse settimane nel nuovo edificio museale e Susanne Lacy, l’artista americane con la cui personale ha chiuso i battenti il Pecci Milano nei mesi scorsi. Ma il direttore Cavallucci ha pronto in linea di massima anche il programma espositivo per il 2017, allestito, stavolta in location diverse, nelle due ali del nuovo spazio progettato da Maurice Nio e nelle dieci sale del vecchio edificio disegnato da Italo Gamberini. Le mostre personali e collettive avranno cadenza bi/trimestrale, maanche progetti artistici realizzati in loco. Cavallucci sta lavorando su progetti speciali con alcuni fra i più importanti artisti contemporanei viventi, come Maurizio Cattelan, nei mesi scorsi in visita al nuovo Pecci. e Steve McQueen, ma anche con Abdel Abdessemed, Pierre Huyghe, Anri Sola. Il direttore ha già deciso che la prima personale sarà dedicata all’opera di dell’americano Cristian Marclay, che uno dei precedenti direttori artistici , il francese Daniel Soutif, non riuscì a proporre perché non venne riconfermato. In cartellone anche una grande personale di Maurizio Cattelan, grande amico di Cavallucci, che potrebbe tornare a “produrre” proprio per il nuovo Pecci. Spazio anche alla musica contemporanea, con i maestri della Poesia visiva italiana, il fiorentino Giuseppe Chiari, Silvano Bussotti, Pietro Grossi, Daniele Lombardi, più volte “sentito” nelle sale del museo pratese. Attenzione anche per esperienze indipendenti sempre attivissime nel contemporaneo come la fiorentina Base, Isola art center di Milano e Paloma Presentz a Zurigo, dove l’anno prossimo si svolgerà “Manifesta” . Come auspicato da Cavallucci, il nuovo Pecci si occuperà anche di cinema, con una mostra sull’americano David Lynch. Fra le attività in programmate a breve, entro quest’anno quindi, un evento molto particolare, forse unico, un week end riservato alla formazione dei nostri esponenti politici, per consentire loro di aggiornare le competenze teoriche dai nuovi linguaggi dei media. Possibili ospiti con cui i politici potranno confrontarsi , ecco l’elenco riportato: “Matteo Renzi, I soliti idioti, Antonio Rezza. Gianni Motti, Carlo Freccero, Giuseppe Cruciani, Gianluca Petrella ….”.

Riccardo Tempestini

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