Proteste
Milletrecento precari della scuola rischiano il posto
L'allarme lanciato dai sindacati di Prato "Questo accardà se il decreto legge sulla buona scuola del governo verrà convertito in legge": Annunciano lo sciopero per il 5 maggio e una serie di assemblee per spiegare gli effetti della riforma
PRATO. Milletrecento precari, fra insegnanti e personale Ata rischiano la disoccupazione se il ddl sulla buona scuola verrà convertito in legge. Il grido d'allarme arriva da Cgil, Cisl , Uil e Gilda che annunciano, oltre allo sciopero del 5 maggio, anche un calendario di assemblee per spiegare gli effetti della proposta del Consiglio dei Ministri sia sulla didattica sia sul fronte delle assunzioni.
«Ci troveremo per la prima volta dopo sei anni – ha spiegato Anna Stella Tempestini della Cisl scuola – ad essere nuovamente compatti. Siamo preoccupati per come verrà organizzata la scuola, ma anche per come è stata gestita la questione dei precari». Secondo il governo potranno essere assunti soltanto gli insegnanti che appartengono alla fascia 1, a Prato sono circa mille, mentre tutti quelli che fanno parte delle altre fasce rischiano il licenziamento in quanto verranno annullate tutte le graduatorie attuali e formate delle nuove.
«Abbiamo chiesto al governo di scorporare dal decreto legge la questione dell' assunzione dei precari – spiega Giuseppe Lorenzo della Gilda Unams – anche perchè la Corte Europea ha dichiarato incostituzionale il procedimento». A preoccupare i sindacati la mancanza di tutela dei precari. «Il nostro compito è di combattere il precariato – spiega Daniele Monticelli della Flc Cgil – non possiamo accettare che venga stabilizzata solo una parte ed esclusa una grande fetta, che tra l'altro ha garantito in questi mesi il regolare svolgimento delle lezioni. Chi ha fatto 36 mesi di servizio, infatti non potrà più essere assunto».
Il provvedimento riguarda anche il personale Ata, 130 lavoratori solo a Prato, che se sommati agli insegnati diventano milletrecento. «Non abbiamo neppure la sicurezza di quanti docenti della fascia 1 verranno assunti – precisa Filippo Coralli della Cisl – in quanto non sono ancora stati fatti gli organici delle varie scuole. In ogni caso i tempi sono molto stretti: Renzi parla di approvare il decreto entro giugno, se così fosse sarebbe comunque troppo tardi per organizzare l'inizio delle scuole a settembre».
Accanto alla difesa del posto di lavoro i sindacati chiedono anche di riguardare l'aspetto del Ddl che riguarda la riforma della scuola. «Verrà gestita con un criterio aziendale – spiega Alessandro Pizzitiello della Uil – al dirigente scolastico verrà dato un super potere che gli permetterà di gestire in autonomia sia il piano didattico, presentato ogni tre anni, sia il criterio di assunzioni. Temiamo che sia a rischio il tempo pieno e venga avvantaggiata la scuola paritaria a discapito di quella pubblica».
Le quattro sigle sindacali, insieme a quelle che operano nel sociale stanno organizzando la trasferta a Roma per il prossimo 5 maggio. Se il Governo non si fermerà si potrebbe arrivare anche al blocco degli scrutini di fine anno.
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