Il Tirreno

Prato

«La vigilanza non sostituisce la polizia»

«La vigilanza non sostituisce la polizia»

Querci, presidente del Consorzio Santa Trinita replica alle accuse del sindacato di polizia

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PRATO. Il presidente del Consorzio Santa Trinita Francesco Querci ha risposto al sindacato di Polizia (Siap) che aveva inviato un intervento nel quale si criticava la decisione di affidare la vigilanza della strada ad una guardia giurata. «Abbiamo chiesto un incontro per un chiarimento - spiega Querci , rinnovando la stima ed il ringraziamento alle Forze dell’ordine per quanto quotidianamente fanno - dei problemi che hanno la politica a livello locale e nazionale se ne dovrebbe fare maggiormente carico». «La nostra associazione - si legge nella lettera inviata al Siap - è attiva sul territorio da due anni, mettendo in campo iniziative di varie genere ai fini della riqualificazione del territorio. Cerchiamo di lavorare - prosegue Querci - sulla capacità attrattiva del territorio con progetti che vanno dal decoro, al ripristino di un marciapiede a quello di un giardino. Ogni volta collaboriamo fattivamente con associazioni ed enti interessati ed anche la questione sicurezza si è recentemente riproposta con una certa forza». Querci spiega che «di fronte alle istanze dei nostri associati, abbiamo deciso di elaborare un progetto con funzione ausiliare e certo non sostitutiva dell’operato delle forze dell’ordine, per combattere quella percezione di insicurezza diffusasi sul territorio, cercando di dare un segnale positivo e non negativo, progettuale e di condivisione che si traduce in una maggiore tranquillità e dunque migliore percezione della qualità della vita».

Il porgetto del Consorzio è “a doppia fase”: “La prima - continua Querci - riguarda la guardia giurata che vigila sui beni degli associati e prima di attivarla abbiamo informato le istituzioni, spiegando la natura e lo scopo dell’iniziativa che assolutamente non vuole sostituirsi al ruolo delle forze dell’ordine». La seconda fase: «è quella di un progetto di installazione di nuove telecamere, anche a circuito chiuso cofinanziate con il privato, ma gestite esclusivamente dalle forze dell’ordine o un piano anti-rapina, ovvero collegando fra loro i commercianti aderenti ad un ponte radio con un istituto di vigilanza (dividendosene i costi), che poi filtrerebbe le chiamate alle forze dell’ordine». «Riteniamo - conlude Querci - che la proposta di collaborazione fra pubblico e privato debba essere letta a sostegno e non contro di quanto già viene svolto sul territorio».

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