Il Tirreno

Prato

infortuni sul lavoro

I sindacati: "Cantieri troppo a rischio"

di Alessandra Agrati
Il capannone di Montemurlo dove è avvenuto un infortunio mortale
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Il capannone di Montemurlo dove è avvenuto un infortunio mortale

Prato: Cgil, Cisl e Uil chiedono maggiori controlli sui requisiti di sicurezza delle aziende: "Dopo la tempesta di vento del 5 marzo i margini si sono molto abbassati"

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PRATO. Fillea, Filca e Fenea, i sindacati degli edili, chiedono ad Asl di effettuare maggiori controlli sui requisiti di sicurezza delle aziende del settore. “Tre feriti e due morti nell'arco di poche settimane– ha spiegato il segretario della Fillea Cgil Emilio Testa – sono un numero troppo elevato a questo si aggiunge che con la pesante crisi del settore si è innescato un circolo vizioso basato sul prezzo al ribasso che sicuramente non può rispettare le norme di sicurezza”. Dopo la tempesta di vento di marzo secondo le tre sigle sindacali il rispetto dei canoni di sicurezza si è ulteriormente abbassato.

“Troppo spesso i privati – ha aggiunto Enrico Menici della Cisl - non sanno che sono responsabili in solido di eventuali incidenti sul lavoro. Il nostro consiglio è di affidarsi ad aziende che siano in regola anche per evitare brutte sorprese”. I proprietari rischiano dall' omicidio alle lesione colpose. I sindacati chiedono anche ai committenti di applicare alla contrattazione d'anticipo , modello che è stato applicato in occasione della costruzione della nuova Esselunga, ma non da Cap per la realizzazione degli appartamenti in via Livi.

“Questo modello – continua Menici – permette di individuare un interlocutore all'interno del cantiere e soprattutto obbliga in solido l'azienda madre verso i sub appaltatori. Questo garantisce il pagamento degli stipendi e il rispetto delle normative sulla sicurezza”. Tra le altre proposte anche l'applicazione del modello H, che prevede le linee salvavita sui tetti, il rilancio del tavolo di lavoro sulla sicurezza costituito con la Provincia.

“L'allegato H, che prevede l'istallazione dei ganci sul tetto, è nato a Prato ma pochi lo utilizzano – ha spiegato Francesco Romano della Fenea Uil - per questo chiediamo al comune di incentivare le aziende che lo utilizzano”. Altra possibilità per le aziende è quella di utilizzare i fondi messi a disposizione dall'Inail per i corsi destinati ai lavoratori che lavorano sui tetti e le parti altre degli edifici. “Non tutti sanno di questa possibilità – sottolinea Testa- del resto sempre meno aziende utilizzano l'Incam per istituire le piccole pratiche degli infortuni, questo mi fa pensare che si cerchi di eludere le denunce per evitare controlli”. Intanto diminuiscono anche i numeri della cassa edile: gli iscritti nel 2014 sono 900 contro il 2800 del 2009. Del resto non sono previsti grandi cantieri, quello di Cap ormai è al secondo lotto e altre prospettive per ora non ce ne sono.

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