Il Tirreno

Prato

le indagini

Fermati anche due complici

Il procuratore capo: «Ma non li mettiamo sullo stesso piano»

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PRATO. «Sia chiaro che noi non mettiamo sullo stesso piano i rapinatori e la guardia giurata. Da una parte c'è un incaricato di pubblico servizio che deprecabilmente si è allontanato senza avvertire le forze dell'ordine e senza spiegare, dall'altra ci sono persone che sono andate di notte a rapinare un chiosco di panini».

Una lunga giornata volge alla fine quando il procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano fa il punto delle indagini sulla rapina finita con la morte di Vito Sacco e mette i puntini sulle i di una storia confusa che però è stata risolta.

Il procuratore vuole sottolineare la differenza tra le diverse posizioni, anche se per il momento le misure di custodia sono le stesse (ai domiciliari). Accanto a lui nell’ufficio al terzo piano del Palazzo di giustizia c’è il capo della squadra mobile Francesco Nannucci.

«La pista di un conducente cinese al volante dell’auto che ha travolto Sacco - spiega Nannucci - era solo una di quelle che abbiamo valutato all’inizio. Poi si sono rivelate utili le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza e siamo arrivati a individuare la guardia giurata». Anche la Lince ha dato una mano, collaborando alle indagini. Per quanto riguarda i due complici di Sacco, anche loro rei confessi, il primo passo sono state le frequentazioni della vittima, cui poi si sono aggiunte le testimonianze di chi lo conosceva, familiari compresi, e poteva sapere con chi andava in giro. Il cerchio si è chiuso nel giro di poche ore, anche se poi ne sono servite altre per arrivare alla formalizzazione dei provvedimenti di fermo. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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