La manifestazione
Profughi, le due facce dell’accoglienza
I residenti di via Marini protestano per l’arrivo degli stranieri, in piazza del Comune si riflette sulla strage di domenica
PRATO. Un'assemblea condominiale più accesa delle altre, quella che si è svolta nel tardo pomeriggio di ieri nella sede dell’Edilcoop di via Paolini, a Coiano. In ballo non c'era la musica troppo alta o la spesa per l'ascensore, ma una questione più seria: l'accoglienza di un numero imprecisato di profughi in tre dei 132 appartamenti delle palazzine fra via Lippini, via Strozzi e via Marini. Decisione che i condòmini hanno appreso attraverso un foglio appeso sulle scale del palazzo lunedì scorso, dove si invitava alla riunione di mercoledì pomeriggio, dove la cooperativa Istria (che fa parte di Edicolcoop) proprietaria della palazzina e il Consorzio Astir, cooperativa sociale, avrebbero spiegato come stavano le cose.
«Siamo parecchio arrabbiati - dice un condomino prima dell'assemblea - non certo per motivi razziali, ma per il modo con cui ci hanno fatto cadere sulla testa questa decisione. È stato fatto tutto alla zitta perché è evidente che dietro ci sono degli interessi economici». C'è anche chi ha paura, chi mal sopporta l'idea di avere come vicini di casa persone potenzialmente così problematiche come dei migranti richiedenti asilo: «Ho una bambina di 7 anni - dice una donna - e abito al piano terra rialzato. Non so chi mi troverà a dormire accanto». «Danno subito gli appartamenti a questa gente - racconta un altro residente - quando a un mio parente non hanno voluto affittare l'appartamento vuoto perché dicono che era solo in vendita».
La situazione è simile a quella che si è verificata nei giorni scorsi a Montemurlo, dove i condomini di via La Marmora, primi in provincia, si sono visti arrivare i migranti negli alloggi sfitti del condominio. L'alloggiamento dei profughi nei tre appartamenti della palazzina di via Strozzi-Lippini è il primo caso a Prato e, almeno per ora, non se ne riscontrano altri. Vista l'ampiezza degli appartamenti, circa 70 metri quadrati, è presumibili che possano accogliere al massimo tre famiglie di tre-quattro persone: una dozzina di migranti in tutto. «Siamo stati contattati da Astir - spiega Federico Bettarini, presidente della cooperativa Istria - perché avevano bisogno di alcuni appartamenti per scopi sociali. Dopo aver ottenuto le garanzie e tutte le conformità del caso, abbiamo detto di sì e firmato un contratto con loro. Il contratto dura un anno e i canoni di affitto saranno quelli di mercato (si presume intorno ai 5-600 euro a carico di Astir, ndr). Ovviamente vigileremo affinché quelle garanzie vengano rispettate. Noi siamo venuti qui in assemblea anche per spiegare ai condomini che Astir è affidabile». Il Consorzio ha vinto il bando della Prefettura per l'organizzazione dell'ospitalità dei profughi, quando all'inizio dell'anno ci fu la ripartizione del numero di profughi che nell'arco dell'anno 2015 sarebbero spettati alle province italiane. Nella palazzina gli appartamenti sfitti sono attualmente una decina ma, almeno per ora, è esclusa che ne vangano destinati all'accoglienza dei profughi più di tre. «Se vogliamo un vantaggio c'è per i condomini - puntualizza Bettarini - cioè quello che è sempre meglio avere appartamenti occupati da un soggetto affidabile che averli sfitti con quel che ne consegue anche da un punto di vista delle spese e della manutenzione».
Mentre in via Paolini si discuteva dell’arrivo dei profughi, negli stessi minuti è iniziato in piazza del Comune il presidio organizzato dai sindacati in segno di solidarietà con le famiglie delle centinaia di profughi morti domenica nel canale di Sicilia. Al presidio hanno preso parte un centinaio di persone, con una folta rappresentanza di immigrati di colore, presenti anche il vice sindaco Simone Faggi e l’assessore Simone Mangani. Nessun discorso, nessuno striscione, solo la condivisione di un dolore che ha toccato centinaia di persone. Il presidio si è poi concluso in Prefettura. (f.a.)
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