Il Tirreno

Prato

Produzione di cardato vola il marchio di Prato

di Ilenia Reali

La Camera di commercio raddoppia e crea una seconda certificazione Tecnotessile al lavoro per certificare le aziende pratesi e ottenere i contributi

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PRATO. Qualità e sostenibilità ambientale. Ormai la strada delle aziende tessili di Prato è tracciata. Forti di un passato che, con il riciclaggio degli stracci, regala al distretto un dna moderno e spendibile sui mercati , per le aziende che guardano al futuro il percorso è imprescindibile anche alla luce di Fondi europei, del Ministero e della Regione che sempre di più strizzano l'occhio ad aziende attente a ciò che indossano i propri clienti.

L'obiettivo da raggiungere oggi per le aziende di Prato è quello di accedere ai contributi del Ministero dello sviluppo economico e della Regione sulla produzione di cardato. A disposizione ci sono un milione e 800.000 euro ed è la via giusta anche per potersi aprire dei varchi nei fondi europei.

Il risultato non diretto, e a cui però probabilmente si arriverà, è quello di un marchio sul cardato riciclato "made in Prato" a cui di fatto si iscriveranno tutte le aziende che intendono partecipare al bando che prevede la produzione della stoffa tipica pratese ma con l'inserimento di elementi di innovazione. La necessità di avere un marchio registrato per il proprio cardato è infatti prevista dal disciplinare e Camera di commercio e Tecnotessile stanno aiutando le imprese a rispondere alle domande. I primi mettendo a disposizione i propri marchi "Cardato" e "Cardato recycled" , contenitori di qualità e salubrità, mentre i secondi supportano le aziende (ad oggi una ventina) nel predisporre tutto il materiale e le certificazioni necessarie per presentare le domande di accesso grazie anche ad uno speciale software che il Centro di ricerca tessile pratese ha a disposizione.

"Per poter soddisfare l'esigenza delle aziende - spiega Luca Giusti, presidente della Camera di commercio - si sta andando verso un'identificazione chiara del prodotto. Per il cardato sono state identificate due aree: il Cardato recycled per prodotti realizzati con materie prime riciclate mentre il Cardato per il tessuto non tessuto e per il cardato realizzato con materie prime non riciclate. Questo secondo marchio andrà a definirsi nei prossimi giorni".

"Grazie al progetto della Camera di commercio - spiega Enrico Venturini, responsabile commerciale di Tecnotessile - sulla misurazione dell'impatto ambientale siamo in grado di fare un'analisi sul ciclo produttivo. Siamo quindi in grado di dire che le nostre aziende sono attente e che c'è attenzione per una crescita sostenibile. Un modo per potersi candidare non solo ai finanziamenti legati al cardato ma anche a quelli, con tranche minime di 5 milioni di euro, dei fondi europei che seguono tre indirizzi: il riciclaggio delle fibre, l'innovazione nelle tecnologie di produzione e l'utilizzo dei biomateriali".

Fondi che Tecnotessile sta cercando di intercettare anche in collaborazione con le aziende di altri distretti.

"C'è stato un incremento nella collaborazione con gli altri distretti - sostiene Francesca Fani, presidente di Tecnotessile - in modo che emerga all'esterno una volontà comune di porre attenzione alla sostenibilità. E per il Centro di ricerca quello di aiutare le aziende ad avere tutte le informazioni e i percorsi necessari per inserirsi in percorsi contributivi e di innovazione nazionali e europei. Da parte del Centro c'è infatti una voglia nuova di collaborare con le aziende del manifatturiero in modo da creare strade per lo sviluppo comuni".

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