Il Tirreno

Prato

Prestito speranza La Diocesi aiuta anche i conviventi

Ecco come funziona l’accordo con Intesa San Paolo In coda ci sono anche una quindicina di imprenditori

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PRATO. La prima a farsi avanti è stata una coppia pratese di mezza età: alla Caritas diocesana ha chiesto 7.500 euro in un'unica soluzione, per dare sollievo alle loro difficoltà economiche e finanziarie. Nei prossimi giorni si saprà se avranno ottenuto il “Prestito della Speranza”, il progetto nazionale di microcredito nato grazie alla Conferenza episcopale italiana in collaborazione con Intesa San Paolo. Come loro, 15 imprenditori in rampa di lancio si sono candidati già per il “Prestito della Speranza”, fino a 25mila euro di credito restituibile in cinque anni. Decolla così anche a Prato questa misura di sostegno al reddito finanziata con gli introiti dell’8xmille: mentre la Caritas farà da sportello per il credito sociale, quello rivolto alle famiglie e ai singoli, per le imprese la mediazione passa dal Fondo Santo Stefano, la rete locale del microcredito costituita nel 2011 che nell’ultimo anno e mezzo ha accompagnato 70 start-up, guidandole dall’idea alla sostenibilità del progetto finanziario. Ad aprire i rubinetti, Intesa – San Paolo: in ballo ci sono cento milioni da dividere sul territorio nazionale.

Famiglie, coppie, single. Disoccupati, cassintegrati, giovani alla ricerca di una prima occupazione, coppie “ufficiali” oppure conviventi sotto lo stesso tetto, purché bisognose, verso le quali la Diocesi mostra così una certa apertura: è questa la platea dei destinatari del “Prestito della Speranza”, beneficiari di prestiti fino a 7500 euro in sei rate bimestrali di 1250 euro, con tasso non superiore al 2,5%, rimborsabile in cinque anni. La tempistica è rapida, fermo restando che a valutare la sostenibilità del credito sarà l’associazione “Vobis”, composta da ex bancari di Intesa San Paolo. «Entro un mese dalla domanda presentata – spiega Giovanni Pieraccini, vice presidente della Caritas - siamo in grado di dare una risposta: abbiamo 7 giorni di tempo per prendere in carico la posizione, mentre “Vobis” ne avrà 15 per valutare la tenuta finanziaria. La banca darà la risposta positiva o il diniego. Sarà nostra cura monitorare l’andamento della situazione economica dei richiedenti: nel caso delle coppie, ad esempio, ci accerteremo che il prestito serva effettivamente a sostenere spese di prima necessità». Allo sportello Caritas si accede con appuntamento ogni giovedì dalle 15 alle 17 in via del Seminario (caritas@diocesiprato.it; 0574-34047, 32858).

Dall’idea all’impresa. Per gli imprenditori il limite del prestito è di 25.000 euro, con un occhio di riguardo per gli under 40. Linfa vitale per gli imprenditori in erba attraverso il fondo Santo Stefano che farà da garante. «In questo caso – spiega Maurizio Nardi, presidente del Fss – la tempistica sarà diversa, in funzione della sostenibilità del progetto. Il nostro compito è quello di accompagnare gli aspiranti imprenditori dall’idea all’impresa». Una volta ottenuto il prestito, l’imprenditore verrà assistito gratuitamente per un anno grazie alla collaborazione con gli ordini professionali. Sia per famiglie che imprese, il prestito prevede un anno di preammortamento: per i primi 12 mesi dall’erogazione, in sostanza, non verrà pagata alcuna rata. Info sul credito all’impresa: microcreditosantostefano@fondazionecrprato.it; 331-3321347.

Maria Lardara

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