Sicurezza
Con Enrico Rossi ma con tanti distinguo
Presentazione dei candidati Pd alle regionali con uno slogan per tutti «Prato torni al centro»
PRATO. Prato c’è e vuol far sentire la sua voce e la sua centralità in Toscana. E’ questo il comune denominatore dei candidati al consiglio regionale per il Partito democratico che ieri, mettendo alla prova la propria capacità di resistenza, si sono presentati nell’atrio della biblioteca sotto un sole cocente.
Tutti rossi, almeno per quanto riguardava il colorito della pelle accaldata, hanno con le sfaccettature (a volte molto evidenti) che li contraddistinguono parlato delle loro idee e dei loro progetti per il consiglio comunale. Prato al centro, contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto per Nicola Ciolini; scuola, lavoro e attenzione per la storia e la memoria per Aurora Castellani (anche presidente del Museo della Resistenza di Figline); sanità e riequilibrio delle quote sanitarie per Rudi Russo, lavoro e attenzione per le piccole imprese per Ilaria Bugetti. Ha invece parlato di sviluppo del turismo e di cultura, declinata con riferimenti al Museo Pecci Lorenzo Marchi e di turismo (ma in una chiave di valorizzazione del territorio) Luisa Peris.
Introduzione d’obbligo per il segretario del Partito democratico Gabriele Bosi che ha anticipato la presenza di leader nazionali in questa campagna elettorale e la visita, almeno in due momenti distinti, del presidente Enrico Rossi che si è contraddistinto (seppur assente alla presentazione) per il poco feeling che i candidati manifestano nei suoi confronti.
D’obbligo anche le spiegazioni di Marchi per la sua candidatura calata dall’alto che, prendendo la parola, ha quasi voluto rimarcare. Il candidato ha infatti ringraziato politici non proprio vicinissimi alla storia di Prato e, in alcuni casi, anche a quella del Pd. «Ringrazio - sono state le sue prime parole - Dellai, Pezzotta e Bartoloni».
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