Attenzione
Bravi: "Muoiono in mare, a qualcuno non importa"
Il candidato di Toscana a sinistra critica sia le posizioni xenofobe che quelle del presidente Rossi. E ricorda che in Italia si ferma un rifugiato su mille
PRATO. Novecento morti in un mare che ormai è una tomba a cielo aperto, ma che importa del resto del mondo ad alcuni cittadini di Prato? Se lo chiede provocatoriamente Luca Bravi, candidato della lista Sì, Toscana a sinistra alla prossime elezioni regionali.
"Proprio oggi - scrive Bravi - protesteranno contro le famiglie di rifugiati che diventeranno loro vicini di casa in via Marini. Eppure in Italia arriva un rifugiato su 1000, mentre in Svezia 11 su 1000 ed il welfare di quel paese continua ad essere tra i più alti in Europa. La presenza di rifugiati non provoca alcun contraccolpo sulla cittadinanza. Il problema sono i concetti di fondo che si applicano a questi temi e che sdoganano ormai qualsiasi approccio di odio verso gli immigrati. Da un lato l’odio razziale per costruire il capro espiatorio da strumentalizzare per i voti come fanno (senza produrre mai alcun risultato se non la xenofobia) Salvini, Meloni, ma anche i nostri Donzelli e Milone; dall’altro le proposte tiepidamente democratiche e neoliberiste del presidente Rossi che ripropone il suo “piano d’accoglienza regionale” con il quale si ribadisce un concetto orrendo “venite ma lavorate per noi gratis” che qualcosa in fondo ci dovete sempre. Tutto ha un prezzo evidentemente, anche la vita umana che si tutela e si accoglie soltanto se produce in qualche modo profitto o se implicitamente trova un modo per “sdebitarsi” del “piacere” fatto. La politica ha paura di tornare a parlare di ideali e di valori, è un peccato, le larghe intese ci hanno abituato a fare battaglie soltanto di tipo economico. A volte per salvare le vite umane, se ad esse si dà profondamente valore, il primo passo è uscire dalla logica del profitto. Ne produrremmo ricchezza".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google