Il Tirreno

Prato

Sottopasso di via Ciulli, passa la linea della Procura

Il sottopasso di via Ciulli è chiuso da oltre quattro anni
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Il sottopasso di via Ciulli è chiuso da oltre quattro anni

Il Comune ha rinunciato all'appello contro la decisione del giudice che aveva negato il dissequestro. I lavori proposti non erano sufficienti a garantire la sicurezza nel tratto dove annegarono tre donne

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PRATO. Il Comune di Prato ha rinunciato all'appello contro il diniego al dissequestro del sottopasso di via Ciulli, chiuso dal 5 ottobre 2010, quando vi annegarono tre donne cinesi durante un violento nubifragio. Lo ha reso noto il giudice Monica Jacqueline Magi nel corso del processo per omicidio colposo plurimo che vede imputati, tra gli altri, il funzionario comunale Lorenzo Frasconi e il direttore di Asm Sandro Gensini. Il Comune, tramite l'avvocato Manuele Ciappi, aveva chiesto il dissequestro del sottopasso presentando un progetto di messa in sicurezza che però i due consulenti tecnici d'ufficio hanno ritenuto insufficiente.

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Di qui il parere contrario del pubblico ministero Lorenzo Gestri e la decisione del giudice che aveva respinto l'istanza. Il Comune annunciò di voler fare appello contro quella decisione, ma all'ultima udienza, lunedì 20, il giudice ha informato le parti che l'ente ha rinunciato all'appello. Il Comune dovrà dunque fare un altro progetto e tenere conto non solo delle "difese attive", ma anche di quelle passive, in particolare un muretto di contenimento che dovrebbe impedire il ripetersi di eventi come quello drammatico di oltre quattro anni fa. (p.n.)

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