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Ne arrivano altri sei ma venti sono già andati via

Ne arrivano altri sei ma venti sono già andati via

PRATO. Dopo la tragedia, i nuovi arrivi: è la conta della disperazione. E’ atteso per oggi, l’arrivo di altri sette profughi - non si sa ancora di quale nazionalità - ma già accolti a Siracusa, in...

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PRATO. Dopo la tragedia, i nuovi arrivi: è la conta della disperazione. E’ atteso per oggi, l’arrivo di altri sette profughi - non si sa ancora di quale nazionalità - ma già accolti a Siracusa, in Sicilia. Complessivamente in una settimana sono state smistati a Prato 34 persone delle quali però venti hanno già lasciato la provincia: si tratta dei 14 eritri ospitati in due appartamenti in via La Marmora a Montemurlo e di 6 somali, arrivati domenica con un gruppo di venti. Sul territorio, quindi, ne sono restati quattordici ai quali, tra poche ore, se ne aggiungeranno altri sette. «Verranno ospitati - spiega il vicesindaco Simone Faggi - in una struttura di Prato».

Situazione difficile quella dell’accoglienza di persone che fuggono, sempre più numerose, sui barconi dalle zone di guerra. Difficile anche sui territori: Prato può ospitare fino a 245 profughi, attualmente ce ne sono 180.

Ed è la lega nord ad accusare di «buonismo ipocrita» il centrosinitra di Prato, quello regionale e nazionale. «Questa non è immigrazione - scrive la commissaria Patrizia Ovattoni - è un'invasione. L'immigrazione non è un obbligo, è una possibilità - prosegue - In Italia bisogna avere dei diritti ma soprattutto dei doveri: i senza tetto e le famiglie disagiate hanno più diritto di chi arriva. Non ci stanchiamo di dire: prima la nostra gente».

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