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M5S: «Portatevi a casa il cibo che non consumate a mensa»

M5S: «Portatevi a casa il cibo che non consumate a mensa»

PRATO. Gli alunni che mangiano a mensa dovrebbero portarsi gli avanzi a casa per evitare sprechi, per poi recuperarlo a vantaggio di famiglie bisognose. L'idea è del Movimento 5 Stelle, che sull'argom...

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PRATO. Gli alunni che mangiano a mensa dovrebbero portarsi gli avanzi a casa per evitare sprechi, per poi recuperarlo a vantaggio di famiglie bisognose. L'idea è del Movimento 5 Stelle, che sull'argomento presenterà una mozione in consiglio comunale. «Ogni 3,6 secondi una persona muore di fame - scrivono i consiglieri Silvia La Vita, Gabriele Capasso e Mariangela Verdolini - Ventiquattromila al giorno. Una strage quotidiana. Nonostante il pianeta produca più cibo di quanto sia necessario al suo sostentamento, sono almeno 820 milioni gli abitanti della terra che non hanno da mangiare a sufficienza. Sapendo tutto questo- proseguono - risulta difficile accettare che un terzo del cibo prodotto venga buttato, in tutto il mondo». E Prato, secondo i 5 Stele, non fa differenza. «Anche a Prato - continuano - sopratutto negli ultimi anni, vi sono purtroppo casi sempre più in aumento in cui cittadini e famiglie sono in difficoltà a provvedere al proprio sostentamento e vi sono altresì casi di spreco, in luoghi controllati dall'amministrazione pubblica, non per cattive prassi o comportamenti, ma per gestioni complesse e con problemi organizzativi di oggettiva difficile soluzione. I casi a cui ci si riferisce sono, per esempio, le grandi mense, come quelle delle scuole, in cui a tutti gli studenti deve essere garantita una determinata quantità di cibo per ogni portata del pasto, ma non è detto che tutto venga consumato». I consiglieri 5 Stelle impegnano sindaco e giunta «a sperimentare in alcune scuole il progetto 'Goog Food Bag' di Legambiente per dare la possibilità ad ogni bambino di portarsi a casa il cibo non mangiato, tramite un sacchetto personalizzato, per poi estenderlo a tutte le scuole possibili». Inoltre «al verificare la possibilità di aderire a programmi similari a Siticibo di Banco Alimentare o di avviare un progetto di recupero di quanto ancora integro e riutilizzabile e ridistribuirlo nei centri dei diversi enti caritatevoli del territorio».

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