Gioco
Un presidio a Prato in ricordo dei morti nel Canale di Sicilia
E' la poposta del Comitato autonomo degli immigrati e della Uil. "Ci sono esponenti politici, come gli onorevoli Santanché e Salvini, che tentano di buttare benzina suol fuoco. Non si può scherzare né fare propaganda politica sulla pelle delle persone"
PRATO. Il Comitato autonomo immigrati pratesi (che raccoglie 15 associazioni di immigrati) insieme alla Uil Prato lancia lancia la proposta: un presidio, se possibile, in piazza del Comune a Prato per mercoledì 22 aprile, alle 18, in ricordo dei morti nel canale di Sicilia. Un'inziativa in ricordo delle vittime della più grande tragedia del mare dal dopoguerra a oggi per sensibilizzare l'opinione pubblica, oltre che le istituzioni, su quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza da affrontare insieme all'Europa.
Il presidio sarà aperto a chiunque voglia portare il proprio contributo: cittadini, associazioni, istituzioni.
"È giusto ricordare le vittime di questa immensa tragedia - spiega Qamil Zejnati del Comitato Autonomo degli immigrati pratesi - Ci sono esponenti politici, come gli onorevoli Santanché e Salvini, che tentano di buttare benzina suol fuoco. Ma vale la pene ricordare che quella gente scappa dalla guerra e ha diritto all'asilo politico. Non si può scherzare né fare propaganda politica sulla pelle delle persone. Un atteggiamento che porta solo odio e soffia sulla ignoranza delle persone. Dobbiamo subito affrontare, insieme all'Europa, questa emergenza umanitaria".
"Lo stato italiano e L'Europa hanno il dovere di affrontare questo problema immediatamente - afferma Angelo Colombo, responsabile immigrazione della Uil Toscana -. E questo non significa affatto blocchi navali. Al contrario, aiuterebbe la gestione dei flussi e maggiore sicurezza se l'Europa permettesse a profughi e migranti di fare domanda d'ingresso legalmente, e in sicurezza, da centri istitutivi sulle coste nord africane (con l'accordo degli Stati sovrani di quell'area). Con funzionari europei che raccolgono e esaminano le richieste di ingresso facendo una verifica anche sull'identità e la storia di chi chiede di emigrare".
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