Attenzione
La gattina Spiga adotta il leprotto e lo allatta
Ma il suo gesto non è bastato a salvare il piccolo. È accaduto nell’azienda agricola Fonte de’ Piani
PRATO. Mamma lo era già da una settimana, di quattro bellissimi cuccioli dalle sfumature grigie e bianche, con gli occhietti ancora chiusi. Mercoledì scorso la sua famiglia s’è allargata e così alla cucciolata di Spiga, la gattina dell’azienda agricola "Fonte de’ Piani" di Gavigno, s’è aggiunto un leprotto di pochi giorni. Anche lui allattato dalla giovane mamma gatta, facendo così compagnia ai quattro micini, tre maschi e una femmina, figli naturali di Spiga.
Nel regno animale, del resto, la natura è spesso solidale e può donarci momenti di intensa dolcezza: la mamma è sempre la mamma e poco importa se la sua creatura appartiene ad un’altra specie. In questo caso, la madre adottiva ha provato a salvare la vita al piccolo leprotto che i titolari dell’agriturismo hanno trovato mercoledì mattina in giardino dietro il vaso di un’ortensia.
«Forse ce l’aveva portato un animale selvatico, magari una volpe – racconta Letizia Tognarelli, la titolare -: aveva bisogno di cure e nutrimento e così l’ho avvicinato alla gatta, strofinandolo con uno dei suoi cuccioli in modo che la mamma riconoscesse un odore più familiare. Una volta che Spiga lo ha annusato un po’, lo ha accolto nella sua cucciolata».
Non capita tutti i giorni assistere a questi spettacoli della natura, anche se nell’azienda agricola sono abituati a nutrire animali piccoli con il latte artificiale. Con un gesto di grande dolcezza, mamma gatta ha allattato così il leprotto rimasto orfano e sottratto alle cure della madre naturale: tanto amore purtroppo non è bastato a ricompensare il sacrificio e a salvare il trovatello del bosco. «Venerdì pomeriggio – racconta Letizia - il leprotto aveva smesso di prendere il latte e sabato mattina lo abbiamo trovato senza vita, morto probabilmente per traumi interni: quando è arrivato da noi, infatti, aveva un buchino all’altezza della gola. E’ stata comunque un’esperienza emozionante vedere in quei giorni la nostra Spiga prendersi cura di lui con l’istinto che solo una madre può avere».
Poteva essere una storia a lieto fine, insomma, ma la natura qualche volta sa essere spietata.
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google