Il Tirreno

Prato

I Cinquestelle: basta buttare via il cibo avanzato nelle mense

Alunni in una mensa scolastica (foto d'archivio)
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Alunni in una mensa scolastica (foto d'archivio)

In una mozione i consiglieri di Prato invitano l'amministrazione ad aderire ad uno dei progetti anti-spreco già sperimentati in altri comuni e Paesi

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PRATO. Gli alunni che mangiano a mensa dovrebbero portarsi gli avanzi a casa per evitare sprechi, per poi recuperarlo a vantaggio di famiglie bisognose. L'idea è del Movimento 5 Stelle, che sull'argomento presenterà una mozione in consiglio comunale. "Ogni 3,6 secondi una persona muore di fame - scrivono i consiglieri Silvia La Vita, Gabriele Capasso e Mariangela Verdolini - Ventiquattromila al giorno. La maggior parte bambini, disidratati o malnutriti. Una strage quotidiana. Nonostante il pianeta produca più cibo di quanto sia necessario al suo sostentamento, sono almeno 820 milioni gli abitanti della terra che non hanno da mangiare a sufficienza. I dati odierni comunque sono migliori rispetto a 10 anni fa e, per fortuna, secondo la Fao 6 milioni di persone vengono strappate ogni anno al popolo dei denutriti cronici. Sapendo tutto questo peró risulta difficile accettare che un terzo del cibo prodotto venga buttato, in tutto il mondo. In Europa e in Nord America, ad esempio, ogni anno vengono sprecati 95/115 kg di cibo pro capite. Ogni famiglia italiana butta in media 200 grammi di cibo a settimana, complessivamente 8,7 miliardi di euro. E’ responsabilità di ogni amministrazione proporre e introdurre iniziative virtuose che possano educare la cittadinanza alla necessità di ridurre lo spreco alimentare".

"Anche a Prato, sopratutto negli ultimi anni, vi sono purtroppo casi sempre più in aumento in cui cittadini e famiglie sono in difficoltà a provvedere al proprio sostentamento - proseguono i Cinquestelle - e vi sono altresì casi di spreco, in luoghi controllati dall'amministrazione pubblica, non per cattive prassi o comportamenti, ma per gestioni complesse e con problemi organizzativi di oggettiva difficile soluzione. I casi a cui ci si riferisce sono, per esempio, le grandi mense, come quelle delle scuole, in cui a tutti gli studenti deve essere garantita una determinata quantità di cibo per ogni portata del pasto, ma non è detto che tutto venga consumato".

"Attualmente, nelle scuole, il cibo che rimane dopo il consumo dei pasti viene buttato determinando, quindi, uno spreco notevole e creando una situazione diseducativa per i ragazzi, quando al contrario la scuola dovrebbe avere una funzione formativa anche da un punto di vista del rispetto per il cibo e all'educazione al non spreco. Vi sono casi virtuosi che hanno ridotto al minimo tale spreco nelle mense, come a Milano dove, con l'introduzione del menù estivo nella primavera 2014, è partita la campagna “Io Non Spreco” che si inserisce in un percorso avviato da Milano Ristorazione con diverse iniziative, tutte finalizzate a ridurre gli avanzi nelle mense e a promuovere il recupero degli alimenti non consumati. O come la raccolta di pane e frutta nelle scuole che aderiscono al programma Siticibo di Banco Alimentare (al momento già un centinaio per una raccolta annua di circa 62 tonnellate di pane e 140 tonnellate di frutta) e il recente progetto di recupero delle porzioni avanzate, conservate e ridistribuite nei centri di accoglienza cittadini (una media di 2000 pasti al mese)"

I Cinquestelle ricordono che esistono progetti come "Goog Food Bag" , la borsa antispreco di Legambiente, che viene utilizzata in diverse scuole italiane: "In molti paesi Europei e negli Stati Uniti infatti portare a casa il cibo avanzato al ristorante è una consuetudine, nel nostro Paese invece crea imbarazzo. Con questa iniziativa si vuole superare questo tabù e contribuire a far diventare normale un comportamento che ha dalla sua la logica e l'ambiente. Good Food Bag può contenere pane, prodotti da forno, frutti non sbucciati, merende, budini e tutti i cibi (cucinati e non) in vaschette confezionate".

I consiglieri del movimento di Grillo impegnano sindaco e giunta "a sperimentare in alcune scuole il progetto 'Goog Food Bag' di Legambiente per dare la possibilità ad ogni bambino di portarsi a casa il cibo integro non mangiato, tramite un sacchetto personalizzato, per poi estenderlo a tutte le scuole possibili". Inoltre, "al verificare la possibilità di aderire a programmi similari a Siticibo di Banco Alimentare o di avviare un progetto di recupero di quanto ancora integro e riutilizzabile e ridistribuirlo nei centri dei diversi enti caritatevoli presenti sul territorio o qualunque altra associazione interessata al recupero e al non spreco del cibo, creando una rete tra domanda e offerta".

La richiesta è anche quella di "aprire un tavolo di lavoro con Azienda Asl e con il fornitore dei pasti nelle mense scolastiche ed eventualmente con le associazioni caritatevoli più rappresentative del territorio, al fine di capire e superare le eventuali problematiche che potrebbero sorgere nell'attuazione di tali progetti e ad informare il consiglio comunale sull'avanzamento di tali lavori e a verificare la possibilità di recuperare quanto ancora integro per riutilizzarlo in altre strutture del Comune o a restituirlo al fornitore portando ad un risparmio da parte dell'amministrazione". Infine, l'invito è a "semplificare o quantomeno ad ammorbidire la burocrazica affinché in certi casi talune ammirevoli iniziative, promosse da cittadini o associazioni possano andare a buon fine con più facilità privilegiando il buon senso dell'iniziativa ai formalismi".

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