Sicurezza
Dal picchio all’airone: l’atlante degli uccelli
PRATO. Può essere un gioco da fare coi propri figli o anche da soli. Partite dalla vostra abitazione e andate verso il Bisenzio o verso un parco o giardino pubblico e provate a contare quante specie...
PRATO. Può essere un gioco da fare coi propri figli o anche da soli. Partite dalla vostra abitazione e andate verso il Bisenzio o verso un parco o giardino pubblico e provate a contare quante specie diverse di uccelli riuscite a contare. Se non conoscete i nomi non importa. Non fermatevi ai piccioni o ai merli, provate ad andare oltre. Noi, da piazza San Marco al ponte Datini in un'ora di buona camminata ne abbiamo contati diciotto. Passera d'Italia, Piccione, Colombaccio, Merlo, Storno, Cinciarella, Cinciallegra, Ballerina bianca, Germano reale, Airone cenerino, Rondine, Balestruccio, Codirosso, Gallinella d'acqua, Martin pescatore, Gazza, Cornacchia grigia, Taccola. Tanti? Forse, ma il problema è che il futuro che ci attende, se non verranno attuate politiche diverse di difesa del territorio e di salvaguardia della biodiversità dell'ambiente nel quale viviamo, è di contarne sempre meno. Sia come specie che in numeri assoluti. Alcune specie come il Luì bianco, l'Ortolano, Culbianco, che vivevano sulla Calvana, ora non ci sono più. Sparite anche l'Averla capirossa e la Bigia grossa. E ci sono altre specie che appaiono sempre più rare come il Codirossone che è pressoché estinto, altre come Allodola, Calandro, Saltimpalo, Averla piccola e Strillozzo sono meno diffuse e più rare. Sparizioni o diminuzioni strettamente legate alla crescita delle zone urbanizzate con conseguente scomparsa di zone agricole o destinate al pascolo. Aumentate invece le specie diffuse nelle aree boschive o umide.
Sono queste alcune delle informazioni raccolte nella pubblicazione "Atlante degli uccelli nidificanti in provincia di Prato", settimo volume della collana "Biodiversità in Provincia di Prato" curata dall'amministrazione provinciale di Prato. Il curatore è Leonardo Petri, allo studio hanno lavorato Luca Puglisi, biologo e dottore di ricerca in biologia animale-etologia, direttore del Centro ornitologico toscano (C.O.T.), Paolo Sposimo, naturalista, uno dei fondatori del C.O.T., e Giancarlo Battaglia, tecnico faunistico socio del C.O.T. e in servizio nel Corpo di polizia provinciale di Prato. Il volume, che contiene molte belle foto e disegni, è il frutto di un'indagine complessa svolta nel periodo riproduttivo 2011 accompagnata dalla consultazione delle mappe del C.O.T. relative agli anni 2008-2014. Il territorio provinciale è stato suddiviso in un reticolo di 29 quadrati di 5 km di lato. Ogni reticolo è stato esplorato in tempi ed orari diversi dai rilevatori. Le nidificazioni degli uccelli sono state annotate come possibili, probabili o certe sulla base degli elementi raccolti. Al termine di questo lavoro sono state rilevate complessivamente 107 specie nidificanti (riportate con schede che le localizzano sul territorio). Tra quelle certe citiamo il Tarabusino, la Cicogna bianca (Iolo), l'Airone cenerino, lo Svasso maggiore, il Cavaliere d'Italia, la Cincia Bigia, la Cinciarella, il Gufo comune, il Balestruccio, lo Scricciolo. Rilevate anche due specie nuove per la Toscana: la Cincia dal ciuffo e l'Usignolo del Giappone.(g.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
