Il dolore
Ciolini inaugura la sede elettorale
Il candidato tira le orecchie al suo presidente su aeroporto e ospedale
PRATO. E’ partito agguerrito il candidato Nicola Ciolini. Per la sede del Comitato elettorale ha scelto un fondo, piccolo, nella piazza di Santa Maria delle Carceri, nel nucleo in cui la città è nata. Quasi un segnale, probabilmente involontario, di conquista del cuore della città da parte di chi, come lui, arriva da uno dei Comuni della Provincia. «Abbiamo scelto questo locale perché siamo in una piazza e l’idea ci piaceva», ha commentato prima di lanciare, col sorriso, un fendente al suo candidato presidente Enrico Rossi. «Non approvo - ha commentato - le scelte che Rossi ha fatto sull’aeroporto. Sono contrario, come il resto della dirigenza del Pd, alla nuova pista. E anche sul nuovo ospedale ci sono cose che devono cambiare».
Ciolini parla dell’ospedale, dell’esigenza di strutture per le cure intermedie, di gestione del pronto soccorso. Il candidato al consiglio regionale, del resto, nella sanità è figlio d’arte (sua padre è il ginecologo Paolo Ciolini) e il tema sembra essere uno dei suoi cavalli di battaglia. Come del resto lo sono i Comuni della Provincia dove è stato amministratore, assessore e vice sindaco a Montemurlo. «Il mio sogno era quello di arrivare a fare il sindaco, non ci sono riuscito. E quando ormai ritenevo che la mia carriera da amministratore fosse finita è arrivata questa opportunità». «Del resto con il depotenziamento della Provincia - ha sottolineato - la Regione avrà un ruolo maggiore e credo che questa città abbiamo bisogno di essere rappresentata con forza».
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Qualcosa però stona. Ciolini è renziano ed è candidato con Rossi. «Le cose cambieranno nel prossimo consiglio comunale - risponde con un tiro da bomber della politica - ed io ho l’intenzione di rimettere Prato al centro dell’agenda della Regione. E’ la seconda città e merita un’attenzione maggiore di quella avuta fino adesso anche dal punto di vista dell’immigrazione. E’ necessario lavorare a un’integrazione con quelle aziende, cinesi, che hanno fatto una scelta di legalità ma non si possono lasciare i cittadini da soli a gestire i problemi. E’ la politica che deve farsi carico dei disagi e trovare delle soluzioni».
Un candidato alla Fabrizio Mattei, sul caso aeroporto, o più vicino al dialogante Matteo Biffoni? «La politica è dialogo e confronto. E se le posizioni sono chiarenon c’è bisogno di posizioni di piazza».
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