Attenzione
Protesta contro l’arrivo dei profughi
Si tratta di eritrei smistati in un condominio in via La Marmora a Montemurlo. Altri 15 arriveranno tra domenica e lunedì
PRATO. Quattordici profughi sono arrivati giovedì a Prato e subito smistati a Montemurlo. Altri arriveranno, presto- 15 tra domenica e lunedì, sbarcati in Calabria - e con comunicazione già arrivata. Istituzioni e strutture sono già mobilitate. «Il nostro preavviso - spiega il vicesindaco Simone Faggi - è brevissimo. Spesso anche solo dodici ore».
Gli ultimi arrivi, quattordici eritrei (comprese donne incinta e bambini) sono stati sistemati in due appartamenti dei condomini residenziali di via La Marmora 34 (complessivamente i profughi a Montemurlo sono 32).
Ed è forte il malumore da parte dei condomini che, senza nessun preavviso, si sono visti piombare nelle case vicine - alcuni appartamenti non venduti - famiglie disperate e con mille problematiche. «Vorremmo che per lo meno ci fosse una condivisione delle scelte da parte degli organi preposti - dice una delle persone che ha acquistato la casa in cooperativa (Abitcoop ndr) - Qui abbiamo investito tutti i nostri risparmi perché ci venne detto che l'obiettivo era creare una realtà condominiale "residenziale e qualificata", all'interno della quale tutti si sarebbero presi cura del proprio appartamento e delle aree comuni». I condomini di Lamarmora protestano per il mancato preavviso e per i disagi che dovranno sopportare da ora in poi: «Capiamo i problemi di quelle persone, ma anche noi ne abbiamo tanti».
Il fatto è che la situazione profughi in tutta la provincia è molto difficile e rischia di peggiorare con i nuovi sbarchi di disperati lugo le coste siciliane. Complessivamente sono 245 i posti messi a disposizione a Prato e nei comuni della Provincia (tranne Cantagallo) per l'accoglienza, dei quali 174 (con i nuovi 14 arrivi di ieri) già occupati. Oltre alle strutture di accoglienza messe a disposizione dalla Diocesi, famiglie di profughi vengono smistate anche in appartamenti.
La gestione di queste abitazione (due a Prato e poi individuate a Carmignano, Poggio a Caiano, Vernio e Vaiano) è dell'ente gestore: di tratta una associazione temporanea di imprese (Santa Rita, Pane e Rose e Astir) che ha vinto il bando della Prefettura di Prato il 10 marzo scorso, che non solo pensa al sostentamento dei rifugiati (con i pasti, le pulizie domestiche, il servizio di lavanderia) ma provvede al pagamento dell'affitto ai privati che hanno messo a disposizione il proprio locale (nel caso di Montemurlo la Cooperativa edilizia Abitcoop). E' l'ente gestore che poi viene rimborsato dal ministero degli Interni che a sua volta - almeno in parte - recupera fondi attraverso bandi europei. «L'arrivo di nuovi rifugiati - è il giudizio del vicesindaco Simone Faggi - si configura qui come in tutta Italia come un'emergenza umanitaria. Siamo pronti ad accogliere un’altra quota di profughi ma c'è bisogno di una riflessione, a livello nazionale perché l'Italia - conclude - indubbiamente è in forte difficoltà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
