Sicurezza
Leonardo straccia la tessera del Pd e fonda il Pvd
Prato, Il candidato scaricato dalla direzione regionale: "Sono molto deluso da Renzi ma raccoglierò le firme per una nuova lista di cui ho già depositato il marchio: il Partito Veramente Democratico"
PRATO. "Sono amareggiato e deluso di Renzi e del partito, ma non per questo meno motivato. Anzi questa adrelina mi dà la carica per ripartire con una nuova avventura politica in città: ho depositato un marchio, quello del Pvd, il Partito Veramente Democratico e anche se ho solo venti giorni a disposizione per depositare le firme, ho intenzione di presentare una nuova lista già alle elezioni Regionali". E' un fiume in piena Pasquale Leonardo, il medico ortopedico di Villa Fiorita al centro in questi giorni di un misterioso caso di minacce proprio alla vigilia della decisione della direzione regionale del Partito Democratico di toglierlo dai sei candidati pratesi del Pd e sostituirlo con Lorenzo Marchi. Leonardo straccia la tessera del Pd sentendosi scaricato e tradito senza motivo e con metodi "di altri tempi", ma è pronto a tornare in sella per continuare ad occuparsi di politica.
"Non sono io che lascio il partito, è il partito che non appartiene più a me. Ho un progetto importante al quale ho lavorato per cinque anni per lo sviluppo di Prato, voglio un gran bene a questa città e non posso tradire la fiducia delle tante persone che hanno creduto in me dimostrando la loro vicinanza e solidarietà". L'ex candidato Pd assolve il segretario provinciale Gabriele Bosi, che con una telefonata gli ha mostrato solidarietà spiegandogli che la decisione di estrometterlo dai candidati è estranea alla dirigenza pratese. Dopo la lettera "in stile mafioso" che Leonardo dice di aver trovato all'interno della sua auto, il medico ha postato sul suo profilo Facebook il suo casellario penale, in cui dimostra di non commesso alcun reato edilizio, come contestatogli sulla lettera.
"Hanno cercato pretesti per scaricarmi e ne avevo avuto già dei sentori alcune settimana fa - dice - quando decisi di scrivere di getto una lettera alla direzione nazionale per ribadire i motivi per i quali avevo deciso di candidarmi e manifestavo disappunto nel vedere resistenze ingiustificate nei miei confronti". Leonardo rivela di aver iniziato ad occuparsidi politica dalla scesa in campo di Renzi e per questo è doppiamente deluso: "Ho creduto in lui, ora non solo non ci credo, ma penso che lui stesso non sia più renziano. Lui e il Pd si stanno comportando come uno stato etico, ero scomodo e mi hanno eliminato. Ma mi hanno fatto fuori come candidato, non come soggetto politico".
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Il segretario provinciale del Pd, Gabriele Bosi, conferma di aver telefonato a Leonardo per espirmergli solidarietà e dice che la vicenda del presunto abuso edilizio non c'entra niente con la decisione della segreteria nazionale. "In realtà la decisione è nata da un accordo nazionale con un gruppo del Pd e sono state imposte alcune candidature diverse da quelle proposte in tante province italiane - dice Bosi - Hanno scelto di candidare Marchi perché appartiene a questo gruppo. E' chiaro che, come hanno fatto altri segretari provinciali, abbiamo stigmatizzato subito questa imposizione. Detto questo però, la priorità adesso è di affrontare la campagna elettorale con questi candidati ufficiali e andare avanti senza ulteriori polemiche".
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