Il Tirreno

Prato

Il legale dei Videtta contesta l’arresto della figlia Stefania

Russo: «Ho letto l’ordinanza del giudice in modo accurato E’ un errore considerare la donna titolare della Stefan»

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PRATO. La figlia non c’entra. E’ questa la prima linea difensiva dell’avvocato Alberto Russo, legale di Giuseppe e Stefania Videtta - patron di 58 anni della Stefan e la figlia di 37 - che da giovedì mattina si trovano agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e frode fiscale. Una maxi-inchiesta sul crac dell’ex catena di negozi low cost condotta dalla Guardia di Finanza su proposta del procuratore facente funzioni Antonio Sangermano, in seno alla quale giovedì il Gip del tribunale di Prato Silvia Isidori ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare e che vede indagati altri 2 imprenditori e sei professionisti. Lunedì prossimo i Videtta dovrebbero comparire davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, ma il condizionale è d’obbligo per quanto riguarda Giuseppe, visto che l’uomo si trova ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Jacopo di Pistoia dopo aver tentato il suicidio ingerendo barbiturici nel pomeriggio di giovedì. Ci sarà invece la figlia Stefania. «Sicuramente Stefania ci sarà e al momento penso che possa rispondere al gip - conferma l’avvocato Russo - non posso invece pronunciarmi sul padre, per cui mi riservo di poterci parlare in modo approfondito quando sarà in grado di farlo». Quanto all’ordinanza del giudice e all’impianto accusatorio, dopo averla letta attentamente il legale dei Videtta dice che «ci sono elementi ancora da verificare, siamo nel fumus indagatorio. C'è bisogno di un approfondimento. Le responsabilità sono ancora tutte da chiarire, soprattutto per quanto riguarda Stefania Videtta. Con Giuseppe non ho ancora parlato, se non brevemente quando ancora non avevo letto l’ordinanza e prima che fosse ricoverato in ospedale. Pertanto, non ho ancora una linea difensiva precisa. Mi riservo qualsiasi valutazione quando avrò modo di parlarci».

Russo contesta il ruolo di contitolare della Stefan che viene assegnato dagli inquirenti alla giovane Stefania Videtta. «Conosco bene la vicenda societaria della Stefan ed è escluso che possa essere equiparata ad un’amministratrice di fatto dell’azienda. Questo ha rilevanza sotto il profilo penalistico e sarà un punto centrale nel processo. Anche perché ci sono soggetti che rientrano nell'indagine ed hanno svolto un ruolo ben più significativo come amministratori di fatto. Solo che non sono stati considerati dal gip alla stessa stregua. Non vorrei che questo trattamento differenziato derivasse solo dal rapporto di parentela, padre-figlia, che intercorre fra i Videtta».

Tra l'altro, ironia della sorte, proprio lunedì sempre in tribunale a Prato, l’avvocato Russo dovrà discutere un'istanza di riesame da lui presentata per il sequestro di una polizza vita operato in una precedente indagine nei confronti di Stefania Videtta. «Un provvedimento che ritengo ingiusto per gli stessi motivi per il quali penso sia sbagliata la misura restrittiva nei confronti di Stefania in questa indagine, visto che quelli sono suoi risparmi e la donna non aveva una partecipazione diretta alla società. Stefania Videtta attualmente gestisce un'altra attività a Prato.

Francesco Albonetti

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