Attenzione
Avvertimento in stile mafioso a candidato del Pd
Prato, il medico Pasquale Leonardo, uno dei candidati nella lista per le regionali, ha denunciato su Facebook uno strano furto subìto e la consegna di una lettera nella quale lo si invitava a fare "un passo indietro"
PRATO. Una lettera di minacce. Un avvertimento, in stile mafioso, firmato "un amico". Questo il senso delle parole scritte nel foglio che Pasquale Leonardo, medico ortopedico di Villa Fiorita e uno dei candidati Pd alle elezioni regionali, ha trovato all'interno della sua auto. Qualcuno, il 14 aprile scorso, gli ha portato via il computer che aveva lasciato dentro l'auto lasciando però una lettera in cui si invitava Pasquale Leonardo a fare un passo indietro e a ritirare la sua candidatura per lasciare posto a Lorenzo Marchi, consulente del sindaco Matteo Biffoni per il marketing territoriale, nome che attualmente è fuori. I tre uomini sono infatti Nicola Ciolini, Rudi Russo e Pasquale Leonardo.
Oggi, 17 aprile, vigilia dell'annuncio della direzione regionale della lista definitiva che verrà dato appunto il 18, a denunciare pubblicamente sulla sua pagina Facebook quanto è accaduto è stato lo stesso Pasquale Leonardo che ha così commentato: "Giorno 14 aprile mi è stata introdotta questa lettera in macchina con relativo furto di computer e serratura forzata, non so se considerala la lettera di un amico oppure di un pezzo! Mi sento comunque molto mortificato ad ogni buon conto credo sempre nella democrazia, sto pensando fare denuncia ai carabinieri".
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"Ricordati che vai in Calabria e ti faranno fuori appena sgarri. Sei ancora in tempo fa un passo indietro" si legge nella lettera che il medico ha postato su Facebook. Una minaccia pesante. Nella lettera si rivela anche quale sarebbe il pretesto ufficiale che consentirebbe alla direzione regionale di escludere la sua candidatura: un reato edilizio.
Pasquale Leonardo non ha comunque intenzione di seguire il consiglio dell'anonimo, al Tirreno ha risposto che non ci pensa minimamente a farsi da parte e che resta dispiaciuto per il furto del computer che conteneva molte informazioni relative ai suoi pazienti. Parole dure, infine, nei confronti del "vigliacco che quelle parole non ha avuto il coraggio di dirgliele in faccia".
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