Il Tirreno

Prato

Termovalorizzatore Gida, il Comune blocca il progetto

Cristina Orsini
Il rendering del nuovo termovalorizzatore Gida
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Il rendering del nuovo termovalorizzatore Gida

Prato, Arpat e Asl bocciano lo studio di Valutazione di impatto ambientale affidato dalla scorsa amministrazione: "E' carente di informazioni fondamentali". Il vicesindaco Simone Faggi e l'assessore all'Ambiente Filippo Alessi: "Inaccettabile definire Prato città poco densamente popolata" 

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PRATO. Quando, in un passaggio, hanno letto che «Prato non è città densamente popolata», sono saltati sulla sedia. Il vicesindaco Simone Faggi e l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi non hanno potuto che dare comunicazione ai vertici Gida (presidente Gabriele Mamoli, vice Francesco Bellu, cda rinnovato a fine aprile 2014) che, stando così le cose, il progetto di sostituzione dell’inceneritore di Gida (un termovalorizzatore di nuova generazione da16 milioni di euro) era sospeso.

Una brutta grana per il Comune di Prato. E’ successo che le osservazioni di Arpat e Asl sulla Valutazione di impatto ambientale relativa al nuovo impianto - indagine affidata due anni fa dalla scorsa amministrazione, allo studio romano Massaro che ha prodotto l’incartamento su studi di una società di Zurigo per quanto concerne la tipologia di impianto e di una seconda società di Pontedera in relazione alprogetto architettonico - bocciano pesantemente lo studio.

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Ed è stato il vicesindaco Faggi a fare la comunicazione formale oggi pomeriggio, giovedì 16 aprile, in apertura di consiglio comunale «perché - ha detto - in questa vicenda vogliamo il massimo di trasparenza». «Come riscontrato dal direttore del dipartimento della prevenzione Aldo Fedi - ha precisato Faggi - la Via redatta e presentata da Gida è assolutamente carente di informazioni fondamentali, in particolare mancano informazioni sui valori delle emissioni in atmosfera di alcuni elementi. Ma si riscontra un'eccessiva approssimazione - ha proseguito - anche su indicatori come la struttura della popolazione o l'indice di ospedalizzazione. La documentazione ricevuta - ha continuato - ci lascia molto perplessi e non nascondiamo la nostra preoccupazione».

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Le osservazioni di Arpat e Asl dicono anche qualcosa in più: che, sulla base dei dati della Via, l’impianto nuovo «non darebbe prestazioni migliorative rispetto a quello attuale (costruito 30 anni fa ndr) - spiega Alessi - e anche se non lo boccia, condiziona la sua costruzione a un’indagine di impatto sanitario (Vis ndr)».

E queste sono le conclusioni di Arpat: «Per quanto concerne l'impatto sulla componente atmosferica nel complesso la documentazione appare per certi aspetti non esaustiva, per altri non chiara […]. Perciò, al fine di poter esprimere una valutazione compiuta, è necessario che il proponente presenti preliminarmente alcuni chiarimenti ed integrazioni rispetto a quanto già depositato».

«Per noi - ha ribadito Faggi - questa situazione è inaccettabile perché la salute dei cittadini e dall’ambiente viene al primo posto. La Via e la Vis che Gida deve presentare devono essere fatte con scrupolo. E’ evidente che bisognerà dare incarico a un’altra società che faccia un’integrazione». E fino a quel momento (ci sono 45 giorni di tempo) il progetto del nuovo termovalorizzatore è bloccato. Un primo incontro con Gida c’è stato oggi, un altro è stato convocato per lunedì 20 aprile: «Non siamo contro il termovalorizzatore - concludono Faggi e Alessi - ma solo a patto di avere garanzie e certezze sulla sua sicurezza».

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