Proteste
Più soldi a chi ha subito danni
Arriva un contributo straordinario ma solo per i redditi bassi
PRATO. Un contributo straordinario di solidarietà per tutti i cittadini che hanno subìto danni dalla tempesta di vento che si è abbattuta su Prato lo scorso 5 marzo. Per richiederlo, oltre ad avere presentato entro il 3 aprile il modello B, ovvero la dichiarazione dei danni subiti, occorre un Isee non superiore a 36mila euro. Il contributo è regionale, 3 milioni di euro, che saranno suddivisi fra i 280 comuni toscani che hanno fatto richiesta di danni. Quanto toccherà a Prato non è possibile calcolarlo, perché la quota destinata alla città dovrà essere suddivisa a sua volta fra il numero delle richieste pervenute. Il modello è scaricabile dal sito della Protezione civile di Prato, oppure può essere ritirato nella sede in via Lazzerini 58, all'Urp di piazza del Comune e a quello delle circoscrizioni Nord o Ovest dove potrà essere anche riconsegnato. E' possibile inviare la domanda anche all' indirizzo pec comune.prato@postacerrt.toscana.it o consegnarla all' ufficio del Protocollo del Comune entro il 15 maggio. «Il contributo - ha spiegato Sergio Brachi responsabile della Protezione civile - riguarda soltanto le prime case e le porzioni in comune dei condomini, ad esempio il tetto. Non bisogna fornire nessun rendiconto, ma è obbligatorio allegare la dichiarazione di consegna dell' allegato B e il nuovo Isee. E' ammessa anche la richiesta dell'appuntamento. In questo caso il cittadino si impegna a consegnarlo appena l'avrà compilato». Ad oggi le richieste di risarcimento danni fatte dai cittadini sono 922 (modello B) quelle delle aziende 200 (modello C). «La restrizione imposta dall' Isee - spiega Brachi - sarà un parametro di scrematura, facendo un conto di massima credo che alla fine consegneranno la richiesta il 40%. La giunta comunale potrebbe anche decidere di distribuire il contributo in modo differente tra chi ne ha diritto, ad esempio aiutando maggiormente i nuclei familiari che hanno un Isee più basso. Ma questa è una scelta politica. Facendo un conto di massima e approssimativo si potrebbe anche arrivare a 3 mila euro, il tetto massimo è comunque di 5 mila». ( Al. ag.)
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