Il dolore
Milone attacca Rossi sui cinesi
«Per intervenire ha avuto bisogno della strage». Nella lista dei Fratelli d’Italia anche Gianni Cenni
PRATO. Il progetto che vede alleati a Prato Fratelli d'Italia e Aldo Milone della lista Prato Libera e Sicura, patto voluto e stretto dalla leader nazionale Giorgia Meloni con 34 liste toscane, non è estemporaneo: «Vogliamo riaggregare il centrodestra che sul territorio esiste ed è forte ma che oggi è sfilacciato e confuso». Parola di Gianni Cenni, avvocato, ex assessore nella giunta di Roberto Cenni (la prima di centrodestra a Prato) uno dei punti di riferimento di Fratelli d'Italia a Prato e che entrerà in lista assieme a Milone (che però dovrebbe essere il capolista). Milone dal canto suo, è esplicito: «Con Fratelli d'Italia abbiamo molti punti in comune, in particolare sulle questioni della sicurezza e del lavoro illegale nelle ditte straniere, ma abbiamo anche lo stesso modo di fare politica: tra la gente». Milone, abituato a parlar chiaro, non si smentisce nemmeno questa volta: «Mi piacerebbe chiedere una cosa sola al governatore Rossi che spero prima o poi di incontrare durante questa campagna elettorale: perché si è accorto dei problemi del lavoro illegale all'interno delle ditte cinesi di Prato solo quando ci sono stati, purtroppo, sette morti. Ma davvero per intervenire il presidente Rossi - ha proseguito Milone - ha bisogno delle stragi?» L'ex assessore alla sicurezza della giunta affonda il coltello: «Sono stato per cinque anni alle riunioni del tavolo sulla sicurezza in Prefettura, seduto di fianco al rappresentante della Regione che sul fronte degli interventi di contrasto al lavoro nero e sul problema delle aziende con dentro i dormitori, senza alcuna misura di sicurezza, sapete cosa metteva sul piatto, al massimo? Dei corsi di formazione. Poi c'è stato l'incendio alla Teresa Moda e tutto è cambiato - continua Milone - ma solo in apparenza perché i controlli degli ispettori risulteranno inutili: a Rossi - conclude - servono solo per ottenere un numero: 7.000 e salvarsi la coscienza».
E' Gianni Cenni a precisare meglio il senso dell'alleanza: «A livello nazionale vogliamo contrastare il blocco del centrosinistra di Renzi, sul piano locale vogliamo diventare l'alternativa al Pd di Rossi». Recuperando, appunto, gli smarriti del centrodestra che in Forza Italia non si riconoscono più «e cercando di contrastare quello che sarà il vero problema di queste lezioni: l'astensione, la voglia, per delusione, di non andare a votare».
Per creare un raggruppamento abbastanza forte a destra, sono in corso trattative, a livello nazionale, con la Lega Nord di Matteo Salvini che hanno ricadute anche sul territorio. «L'accordo - prosegue Cenni - non è ancora stato chiuso, ma anche in Toscana la volontà è quella di creare una coalizione. Se il patto verrà stretto - conclude - il candidato presidente per Fratelli d'Italia e le liste civiche, sarà Claudio Borghi (candidato presidente regionale della Lega Nord che corre in Toscana ndr)». In questo caso il candidato presidente di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, consigliere regionale uscente, farebbe un passo indietro.
E' Cosimo Zecchi , tra i giovani più attivi di Fratelli d'Italia, a ribadire che: «La politica odierna, fatta sui social e nei Palazzi, non è per noi. Se il nostro obiettivo è fare i pontieri per una nuova alleanza a destra - conclude - lo perseguiremo facendo politica tra la gente, sporcandoci le mani e capendo i problemi di Prato».
Cristina Orsini
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