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Nino D’Angelo in tour «Sarà un tuffo nel passato»
Il cantante napoletano si esibirà il 25 aprile al teatro Politeama «Nella scaletta i maggiori successi degli anni Ottanta: ai giovani piacciono»
PRATO. E’ la voce di Napoli: Nino D’Angelo che ha raccontato la sua città in musica sotto tante sfaccettature. Dallo scorso anno il cantautore (anche attore e regista) è protagonista in tutta Italia con il suo “Concerto anni ’80… e non solo” che è ripartito ora col tour primaverile e che il 25 aprile (ore 21) farà tappa anche a Prato al Politeama (prevendite su TicketOne e Go Italy). I biglietti costano 28 euro (galleria) e 39 euro in platea.
Nino D’Angelo canterà i brani degli anni Ottanta, quelli che lo hanno consacrato re della canzone napoletana. Il cantante sarà accompagnato, sul palco, da Massimo Gargiulo (piano e tastiere), Agostino Mennella (batteria), Guido Russo (basso), Franco Ponzo (chitarre), Mimmo Langella (chitarra elettrica) e Milly Alcolese (vocalist).
D’Angelo, come mai la scelta di un concerto con i brani degli anni Ottanta?
«E’ un regalo ai mie tanti fan. Da anni mi chiedevano un live così. Ma è un regalo anche per me. Quelli sono gli anni dei miei successi. E riproporrò le canzoni con i suoni e gli arrangiamenti così come erano nate. Non avrebbe senso cambiarle, si tratta di un tuffo nel passato e mi sembrava giusto che rimassero tali. Ho, poi, scoperto di essere amato dai giovani. Durante i concerti io sono il più grande come età di tutta la platea».
Lei ha detto che ci sono cantanti napoletani e cantanti di Napoli. Lei si definisce cantante napoletano. Perché?
«Io sono sempre napoletano dalla mattina alla sera, ogni giorno. Parlo in napoletano. Mi reputo un personaggio vero e dico sempre quello che penso nel bene e nel male».
Lei, D’Angelo, ha scritto anche una canzone in ricordo delle vittime dell'alluvione di Sarno del 1998.
«Quella tragedia mi colpì profondamente. A Sarno ho tanti amici e fan. E ‘A montagna è caduta’ mi è uscita dall’anima. Non ho mai pensato nemmeno per un secondo di scrivere quel testo per i soldi. Per me era un servizio che dovevo a quella cittadina del salernitano, ad una zona dove mi amano e che io amo».
Anche se le canzoni sono un po' come figli, di tutte quelle che ha composto è legato a qualcuna in modo particolare?
«Ha ragione, le canzoni sono proprio come figli. Ma è chiaro che ‘Nu jeans e ‘na maglietta’ mi ha cambiato letteralmente la vita. Erano momenti difficili per me e quel brano è stato provvidenziale (l’album che porta il titolo della canzone ha venduto più di un milione di copie, ndr)»
Gli anni Ottanta sono quelli di Nino D'Angelo caschetto d'oro, ma durante il live lei canterà anche qualche canzone più attuale. Quelle i cui sono molto arabeggianti.
«Sì, ci sarà anche un medley di testi più recenti quelli che, come ha detto lei, possiamo definire del nuovo Nino D’Angelo. Un esempio? ‘Jesce sole’ e poi ‘Jammo Jà’ che proposi al Festival di Sanremo nel 2010 insieme a Maria Nazionale. Brano che ho scritto per tutto il Meridione che non riesce a decollare. E’ un grido della gente del Sud. Troppo spesso passa solo il lato brutto del Sud ma non è solo così. Qui ci sono persone meravigliose»
Il 25 aprile sarà a Prato. Era già stato altre volte in città?
«Ci sono stato tanti anni fa. Ricordo quando cantai al Metastasio e poi un’altra volta venni a giocare una partita di calcio con la nazionale attori. Mi invitò Francesco Nuti».
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