Il dolore
Asili nido, è polemica tra il Comune e i gestori
Le strutture private, in una lunga lettera aperta, chiedono maggiori risorse: «Garantiamo un servizio». L’assessore: «Non ci sono soldi»
PRATO.
Una lettera aperta lunga tre pagine con cui 33 asili nido privati rivendicano maggiori risorse per la gestione delle strutture. L’esigenza che i nidi privati convenzionati indirizzano al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali, è quella di avere maggiore attenzione dal momento che garantiscono un servizio che l’amministrazione pubblica non riesce a fornire per tutti. «Durante l’ultima riunione, quella del 23 marzo, – si legge nella nota – sono state ribadite da parte della pubblica amministrazione le ristrettezze economiche in cui versa e che il massimo che aveva potuto fare era trovare risorse per non procedere a ulteriori tagli a fronte di un medesimo impegno da parte delle strutture private. Le innovazioni normative impongono però incombenze importanti come i costi di adeguamento strutture e l’aumento del costo personale alle quali i gestori dei nidi privati vogliono ottemperare per favorire la buona crescita dei bambini».
Nella lettera indirizzata agli amministratori si forniscono anche alcuni numeri come quello del valore del servizio svolto dalle strutture private (quasi 6 milioni di euro annui), soldi che sono risparmiati dal Comune «a fronte di nessun rischio d’impresa da parte di quest’ultimo e che non contribuisce al costo del servizio».
«Dai dati di bilancio del Comune – prosegue la lettera - si evince che per il servizio alla prima infanzia per i bambini dei nidi pubblici il Comune spende oltre 4 milioni di euro a fronte di introiti di poco superiore a 700.000 euro, mentre al 70% delle famiglie che scelgono di utilizzare i nidi privati eroga solo 2milioni e 300mila euro. Ovvero il 37% del totale per una risposta invece pari a due volte e mezzo di quella dei nidi pubblici. Questa somma è erogata alle famiglie per sostenerle nell’accesso al servizio e non è a favore dei nidi privati i quali, anzi, fanno anche da esattori per conto di altri con un grave appesantimento burocratico». «Non ci sono le condizioni economiche per la copertura al 100 per cento come richiesto dai nidi convenzionati» fa sapere l’assessore all’istruzione Mariagrazia Ciambellotti che spiega la cosa durante la commissione consiliare 5 riunitasi per trattare l’argomento asili.
“Il Comune attualmente spende all’anno per i nidi privati 2milioni e 300mila euro – spiega – Quindi, 727 bambini pagano la stessa quota come nei nidi pubblici. L’impegno dell’amministrazione è di riuscire ad arrivare a coprire l’80% (777 bambini, ndr) mettendo a disposizione 300mila euro in più. Che saranno dati per gli asili impegnati in progettualità innovative e questo perché ci sia sempre più integrazione fra sistema pubblico e quello convenzionato. Mai detto di tagliare risorse – precisa Ciambellotti - anzi sto mettendo fondi in più ma raggiungere il 100% ora non è possibile, questo vorrebbe dire quasi raddoppiare i 2milioni e 300mila euro. Inoltre – aggiunge l’assessore – c’è la novità sugli insegnanti di sostegno. La proposta del Comune è quella provvedere a coprire per intero questo costo agli asili convenzionati, così da fare avere anche a loro nidi un insegnante specializzato come per gli asili pubblici. E per ogni inserimento, in virtù dell’impegno che richiede come i rapporti con l’Asl, con la famiglia, progettualità ed incontri di formazione con l’insegnate, metteremo a disposizione un pacchetto mensile di risorse».
La lettera dei nidi convenzionati
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