Nicola Ciolini censura Bpvi: «E’ l’ora di prendere le distanze»
Il candidato Pd alle Regionali: «La città deve iniziare una riflessione sulla questione del credito e su quale sia l’ente di riferimento che possa garantire un sostegno vero ad attività e famiglie»
PRATO. Il taglio del valore delle azioni della Banca Popolare di Vicenza, annunciato giovedì scorso, (da 62 a 48 euro) concretizzato nel via libera al bilancio dato dall’assemblea dei soci, sabato a Vicenza, continua a creare grossi malumori a Prato, tra imprenditori e piccolo azionisti che si sono trovati patrimoni e bilanci decurtati. Quello che i piccoli azionisti locali non riescono a mandare giù, è la poca trasparenza dell’istituto di credito che non più di due settimane fa ha inviato una lettera ai quasi 120.000 soci italiani senza fare menzione della decisione di svalutare i titoli.
Sull’argomento interviene il candidato Pd alle Regionali Nicola Ciolini, imprenditore a Grosseto (in un azienda che produce e surgela ortaggi), ex vicesindaco a Montemurlo con un proposta-provocazione: «E’ arrivato il momento di prendere le distanze dalla Popolare di Vicenza. Nel senso che - spiega - la città deve iniziare una riflessione sulla questione del credito e su quale sia l’ente di riferimento che possa garantire un sostegno vero ad attività e famiglie».
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11210433:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/04/10/news/bpvi-taglia-le-azioni-calano-del-23-1.11210433]]
Ciolini ha criticato il fatto che: «La Bpvi abbia in questo ultimo periodo effettuato una politica anche piuttosto aggressiva di vendita delle azioni, consapevole delle decisioni che poi sarebbero state prese per riallineare il valore delle azioni. Un modo - ha sottolineato - per fruttare i piccoli risparmiatori del territorio e per ottenere, esclusivamente, un ritorno economico». Una politica, secondo il candidato democratico, da censurare: «Per questo - ha continuato - credo sia necessaria una riflessione comune e propongo che le associazioni economiche della città, le istituzioni, tutti i soggetti interessi al credito, si siedano attorno a un tavolo per discutere e capire quale sia il soggetto da scegliere in grado di garantire un sostegno al distretto in termini di credito».
E mentre le migliaia di soci Bpvi del territorio continuano a fare i conti, è la Fondazione Cassa di Risparmio, socia della Popolare vicentina con un pacchetto di azioni pari allo 0,5% (circa 21 milioni, calato nel giro di poche ore a circa 16 e mezzo) a iniziare un confronto sulle decisioni future.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11214351:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/04/11/news/iniziata-l-assemblea-bpvi-a-vicenza-con-la-relazione-di-zonin-1.11214351]]
Oggi, 14 aprile, si riunisce il cda, presieduto da Fabia Romagnoli e all’ordine dell’giorno c’è la questione del riallineamento. La Fondazione aveva chiuso un patto con Bpvi che prevedeva la cessione alla casa madre di metà del pacchetto azionario in tre anni. Le azioni - era scritto nell’accordo che aveva ricevuta il via libera anche della Banca d’Italia - la Bpvi le avrebbe ricomprate a 62 euro l’una con un ritorno per la Fondazione di circa 12 milioni di euro. Ed è sul da farsi che il cda si confronterà: se vendere comunque il pacchetto oppure se aspettare. E’ probabile che le strategie che il cda della Fondazione butterà sul piatto dovranno essere discusse anche con il comitato di indirizzo dell’ente. Su questo fronte c’è una novità: il Comune di Prato ha individuato il suo rappresentante che mancava da quando Orazio Carlesi (nominato dalla scorsa amministrazione) aveva dato le dimissioni. Si tratta dell’imprenditore Alessandro Brogi, molto vicino a Matteo Biffoni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
