Proteste
Un doppio senso che crea caos
La protesta del titolare di una stireria in via dei Fossi: «Gli spedizionieri si rifiutano di venire». Problemi economici e di sicurezza
PRATO. Gli spedizionieri si rifiutano di ritirargli la merce e lui, artigiano titolare di una stireria, rischia di far brutta figura con i clienti e perdere il lavoro. Non si tratta di una protesta messa in atto dagli autotrasportatori, ma di una difficoltà vera e propria a svolgere il proprio lavoro da quando, in via dei Fossi, è stato istituito il doppio senso di marcia.
I lavori sulla carreggiata sono stati fatti alla fine di febbraio lasciando la segnaletica orizzontale da completare. Adesso però l’imprenditore Massimo Calendi, che sulla sua impresa artigiana ha investito molto, si è stancato di aspettare i tempi della pubblica amministrazione e chiede che «il Comune provveda urgentemente a delimitare l'area di carico e scarico, che spetta all'azienda di diritto per consentire, per lo meno a camion e furgoni, di scaricare e ritirare la merce in sicurezza».
I problemi sono di duplice natura: economica, in quanto, ingombrando la carreggiata con il mezzo, l’autista rischia multa e danni al veicolo; e di sicurezza, poiché, in via dei Fossi il traffico è inteso e chiunque esca dall’azienda per bloccarlo, ai fini di far fare manovra al camion, rischia personalmente.
«Ben 16 spedizionieri si sono rifiutati di continuare a inviare un mezzo per ritirare o scaricare la merce presso la mia azienda - spiega – qui, tutti i giorni si rischia la multa perché l’unico modo per entrare in retromarcia è ingombrare tutta la carreggiata e in caso di incidente o controlli, la colpa andrebbe all’autista del mezzo, che non è disposto a rimetterci di tasca propria, come, invece, toccherebbe ai “i padroncini”. Senza contare che i dipendenti dell’azienda, a loro volta, all’arrivo del camion sono costretti a interrompere il proprio lavoro (anche una decina di minuti) per uscire a fermare il traffico e fare manovra al mezzo; se volessero, potrebbero anche rifiutarsi, visto che non è una loro mansione».
L’azienda, una stireria industriale riaperta l’anno scorso dopo 12 anni, è una di quelle ditte artigiane che stanno lavorando bene, grazie a un importante investimento da parte della proprietà.
«Dopo tutti gli sforzi fatti - conclude Calendi - non vogliamo perdere il lavoro per colpa di qualcun altro o di tempi di attesa troppo lunghi. A forza di aspettare, rischiamo di scontentare qualche cliente. Vogliamo che per il Comune la risoluzione di questo problema diventi una priorità».
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