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Un boato e una lieve scossa svegliano i pratesi nella notte

Un boato e una lieve scossa svegliano i pratesi nella notte

PRATO. E’ stato un boato sordo, come un’esplosione a qualche chilometro di distanza, durata qualche secondo. Era trascorsa da poco la mezzanotte e mezza di ieri e tanti pratesi, svegliati si...

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PRATO. E’ stato un boato sordo, come un’esplosione a qualche chilometro di distanza, durata qualche secondo. Era trascorsa da poco la mezzanotte e mezza di ieri e tanti pratesi, svegliati si soprassalto oppure seduti comodamente sul divano attardandosi alla tv essendo venerdì sera, lo hanno avvertito nettamente. Molti di loro hanno pensato al terremoto e hanno pensato giusto. La scossa, di lieve entità, quasi al limite della percettibilità, è stata però avvertita nitidamente grazie al fatto che l’ipocentro si trova proprio sotto i nostri piedi, nel territorio comunale pratese. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica Ingv il terremoto ha avuto una magnitudo compresa fra 2.0 e 2.2 ed è avvenuto esattamente alle ore 0.30 e 50 secondi italiane del giorno 11 aprile. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete sismica nazionale dell'Ingv nel distretto sismico Valdarno inferiore alla latitudine 43.8765 °N, longitudine 11.1452°E, coincidente più o meno con Prato sud-est (la collina di Poggio Castiglioni, nella parte terminale della Calvana sopra la Querce e Pizzidimonte). In definitiva, fra i comuni di Prato e Calenzano. Entro i 10 chilometri dall'ipocentro ci sono anche Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Vaiano. Non si registra nessun tipo di danno. «La singolarità di questa scossa, del tutto ordinaria, è stata proprio il fatto che sia capitata a 10 km di profondità rispetto a Prato e questo capita raramente - spiega Marco Morelli, direttore dell’Istituto geofisico toscano - Per il resto, è normale episodio legato all’attività appenninica, non legato a particolari sciami sismici. In altre occasioni queste scosse sono capitate sotto la Retaia o il monte Maggiore, questa volta molto più vicino alla città. Il boato è dipeso proprio dalla propagazione dell’onda dal basso, un’onda di compressione dell’aria sovrastante, più che di taglio. Ed è anche per quello che non si sono neppure verificate oscillazioni di mobili od oggetti nelle case. Una volta si sarebbe chiamato movimento sussultorio, ma non è del tutto esatto perché in ogni terremoto le onde sismiche sono di molti tipi e la propagazione dipende dal tipo di roccia che attraversano».

Francesco Albonetti

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