Il Tirreno

Prato

Bpvi, assemblea fiume e molti malumori

di Cristina Orsini
Bpvi, assemblea fiume e molti malumori

Zonin resterà presidente fino alla trasformazione in spa entro l’anno, la Popolare punta al matrimonio con Veneto Banca

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PRATO. Nessuna contestazione - ma diversi malumori - e nessuna sorpresa: il bilancio della Banca Popolare di Vicenza è stato approvato dai soci (tra i 4 e i 5.000 quelli presenti su un totale di circa 120.000, poco meno di 3.000 i pratesi) e Gianni Zonin resta il presidente. Almeno fino a quando l’istituto di credito non si trasformerà in spa «cosa che avverrà entro quest’anno» ha precisato il presidente, da 19 anni alla guida dell’istituto. «Quando la Popolare di Vicenza diventerà una spa - ha detto - io non sarò più presidente di questo istituto. Auguro a chi verrà dopo di me di fare meglio».

Assemblea-fiume quella di ieri, iniziata alle 9 e terminata poco dopo le 14,30 con numerosi interventi, che ha avuto come filo conduttore il taglio del 23% del valore delle azioni, passate in poche da 62 a 48 euro ad azione. Presente Fabia Romagnoli, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato che, come già annunciato, si è astenuta.

E’ stato il presidente Zonin, nella relazione iniziale, a spiegare come e perché il cda è arrivato a un taglio così cospicuo, partendo dagli obblighi «imposti dalla Bce (la Banca centrale europea che governa le politiche bancarie in Europa ndr) - ha detto Zonin - che ci ha chiesto rilevanti accantonamenti sui crediti e rettifiche sull’avviamento che come conseguenza hanno portato al risultato negativo della banca nel 2014».

La Bce ha inserito la Popolare di Vicenza tra gli istituti di credito italiani aggregabili con altre banche e ha iniziato i controlli nell’ottobre dell’anno scorso, concludendoli in gennaio. «Si è trattato quindi - è il giudizio di Romagnoli - di un percorso veloce e molto recente».

Zonin ha sottolineato come la Bpvi «ha proseguito nella politica degli impieghi che sono aumentati in otto anni del 28% mentre il dato bancario generale ha presenta una flessione del 3.6%. Mentre le altre banche chiudevano i rubinetti - ha detto - la Popolare di Vicenza ha mantenuto aperti i flussi». «Aumentando gli impieghi - ha proseguito Zonin - sono aumenti anche i crediti in sofferenza» sui quali si è innestata la politica del rigore «che ha influito - ha continuato - anche sul valore delle azioni», riallineate dopo i risultati di una perizie. Per il 2015 Zonin prevede però «un risultato di bilancio di sicura soddisfazione e con buoni profitti». Il piano industriale della banca prevede 201 milioni di utile del 2017 e 313 nel 2019.

Il presidente della popolare vicentina ha anche annunciato la creazione, entro breve tempo, di una fondazione entro la quale entrerà il patrimonio di opere d'arte che negli anni la Popolare di Vicenza ha acquisito.

Nella futura fondazione quindi entrerà anche la collezione di quadri di Prato, di proprietà della ex Cassa di Risparmio e passati di mano, assieme alla sede di via degli Alberti, che tante polemiche ha scatenato in città quando le opere di maggior pregio preso la strada per Vicenza.

Confermata, infine, l’intenzione della Popolare di Vicenza di puntare sul matrimonio con un’altra Popolare veneta, Veneto Banca: «Abbiamo dato incarico a Mediobanca di individuare un partner - ha concluso Zonin -e auspico che gli amici di Veneto Banca accolgano questo invito per costruire una grande banca veneta anche se si tratta di una spa».

Di progetti di rafforzamento degli asset in Toscana in assemblea non ne sono emersi. Sarà uno degli argomenti che il cda della Fondazione Cassa affronterà già a partire dalle prossima settimana assieme a una riflessione approfondita sui rapporti futuri con la banca .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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