Il Tirreno

Prato

Precipita e muore padre di quattro figli

Precipita e muore padre di quattro figli

L’operaio, 38 anni di origine pakistana, stava sostituendo un lucernario dal tetto di un capannone di Montemurlo

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MONTEMURLO. Un operaio di 38 anni, Mohamed Mansha, originario del Pakistan, padre di quattro figli, è morto in un infortunio sul lavoro in via Udine, nella zona artigianale di Fornacelle, a Montemurlo. L'operaio è precipitato da un lucernario facendo un volo di circa sette metri mentre stava eseguendo un intervento di ristrutturazione di un capannone dove, attualmente, non si svolgeva alcuna attività ed era pertanto vuoto. L'operaio lavorava per conto di una ditta bolognese, Asap, specializzata in coperture. L'uomo è stato soccorso dal personale medico della Misericordia di Montemurlo e accompagnato verso l'elicottero Pegaso inviato dal 118, allertato dagli stessi operai e dal titolare della ditta che eseguiva i lavori, ma è morto durante il tragitto: inutili i tentativi di rianimarlo da parte del medico e dei volontari, troppo gravi i traumi alla testa riportati. Sul posto la Polizia municipale di Montemurlo, i carabinieri della tenenza della cittadina alle porte di Prato e gli ispettori della Medicina del lavoro. Il sostituto procuratore Francesco Sottosanti ha aperto un'inchiesta sull'infortunio mortale e disporrà l'autopsia sulla salma dell'operaio. Sarà compito degli ispettori dell'Asl 4 accertare se l'operaio lavorasse nelle condizioni di sicurezza previste dalla legge. Il capannone, i cui proprietari sono due fratelli pratesi, è stato sottoposto a sequestro.

L'operaio abitava insieme alla moglie e quattro figli a San Giovanni in Persiceto, un paese della provincia di Bologna. Era regolarmente in Italia ed era assunto regolarmente dalla ditta dove lavorava. L'infortunio sembra sia avvenuto durante la posa di una copertura in plexigas, eseguita sul tetto insieme ad altri operai. Sembra che, ad un certo punto il plexigas, che la vittima ed altri operai stavano agganciando ai due lati del tetto, abbia ceduto da un lato trascinandosi dietro l'uomo, che è precipitato dal lucernario all'interno del capannone. Ma la dinamica esatta dell'infortunio è al vaglio degli ispettori dell'Asl. Particolare straziante: nella stessa ditta del Bolognese, lavora anche il fratello del pakistano.

La ditta era stata chiamata dai proprietari, gli stessi degli altri 6-7 capannoni che si aprono su un piazzale interno di via Udine, per sostituire e mettere a norma la copertura danneggiata dalla tempesta di vento del 5 marzo scorso. La ditta è anche attrezzata per togliere l'eternit, tanto che ultimamente è stata chiamata in altre occasioni a Montemurlo. All'infortunio hanno assistito anche altri operai che stavano sistemando la copertura del capannone adiacente, un'attività continua nell'ultimo mese nella zona industriale di Montemurlo, dove molte fabbriche hanno riportato danni alla copertura. Ed è un bilancio tragico quello delle riparazioni dei tetti dai danni riportati dalla bufera del 5 marzo, che nell'arco di un mese conta già due vittime ed alcuni feriti gravi nel Pratese. Nello stesso gruppo di capannoni, c'è anche quello di una ditta cinese che produceva grucce sequestrato di recente per varie irregolarità.

Francesco Albonetti

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