Il Tirreno

Prato

gli ispettori dell’asl

«Le regole vengono snobbate nonostante controlli e multe»

«Le regole vengono snobbate nonostante controlli e multe»

PRATO. «Stiamo cercando di capire come è successo, ma è evidente che le condizioni di sicurezza non erano sufficienti, altrimenti l’infortunio mortale non ci sarebbe stato». Ha pochi dubbi Aldo Fedi,...

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PRATO. «Stiamo cercando di capire come è successo, ma è evidente che le condizioni di sicurezza non erano sufficienti, altrimenti l’infortunio mortale non ci sarebbe stato».

Ha pochi dubbi Aldo Fedi, responsabile del dipartimento prevenzione dell’Asl 4 sul fatto che la tragedia di Montemurlo potesse essere evitata rispettando le norme di sicurezza che impediscono, o attenuano, le cadute dall’alto. Fedi ha disposto il raddoppio della squadra per seguire questo caso. «Da quando si è verificata la tempesta di vento non riusciamo a riparare - lamenta Fedi - Abbiamo rinforzato i controlli, comminando diverse sanzioni quando ci imbattiamo in situazioni di palese violazione delle norme di sicurezza. Ma non basta. Già di per sé controllare è difficile perché sono veramente tante le persone sui tetti da un mese a questa parte. Poi riscontriamo una sottovalutazione del rischio preoccupante da parte di tutti: lavoratori, titolari delle ditte, committenti proprietari , persino i professionisti. Ci sono capitati dei casi in cui i professionisti si sono lamentati e sono nate discussioni con gli operatori per l’eccessivo zelo e i troppi oneri a cui vogliamo sottoporli. “A me non è mai capitato niente”, ci rispondono. Intanto i morti sono saliti a due in poco tempo ma d’infortuni analoghi con conseguenze meno tragiche ne abbiamo avuti diversi».

L’ultimo infortunio mortale per la caduta da un tetto risale appena al 20 marzo scorso, quando Paolo Bernocchi, un artigiano in pensione di 73 anni, perse la vita precipitando dal tetto della filatura Master Fil, in via Ferrucci a Prato, mentre stava sostituendo un’ondulina dal lucernario danneggiato dal vento. Proprio in seguito a quel tragico episodio, ed ad altri allarmi meno gravi dei giorni precedenti, intervennero sia il dipartimento prevenzione dell’Asl che il Cpt, il comitato territoriale per la sicurezza sul lavoro nelle costruzioni, per mettere in guardia chi ripara i tetti e si espone al rischio di cadute dall’alto nel rispettare tutti i dispositivi di sicurezza previsti dalla legge. Allarmi che sono rimasti lettera morta (f.a.)

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