Il Tirreno

Prato

«Danni a patrimoni e bilanci delle aziende»

di Cristina Orsini
«Danni a patrimoni e bilanci delle aziende»

Il presidente Uip Cavicchi lancia l’allarme sul taglio del valore delle azioni. Fondazione Cassa, le nuove strategie

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PRATO. La Banca Popolare di Vicenza taglia il valore delle azioni (meno 23%, da 62 a 48 euro ad azione) per avviare il processo che porterà l’istituto di credito a trasformarsi in spa e a confrontarsi con il mercato e parte la fibrillazione da parte dei circa duemila (probabilmente aumentati dopo l’ultima ricapitalizzazione) soci pratesi, tra aziende e persone fisiche. E non solo.

In ballo ci sono le decisioni delle Fondazione Cassa di Risparmio che ha perso in poche ore almeno quattro milioni dei 21 che aveva in portafoglio in azioni Bpvi (poco meno dello 0,5%) e che oggi parteciperà all’assemblea dei soci (170.000) a Vicenza.

«Avevano già deciso di stare alla finestra - spiega Fabia Romagnoli, presidente della Fondazione - quando abbiamo capito che per motivi tecnici la Popolare di Vicenza avrebbe riallineamento il valore delle proprie azioni. Certo - prosegue - non ci aspettavamo questa accelerazione». Quello che ha stupito gli investitori, piccoli e grandi, infatti, è stato la consistenza del taglio. Romagnoli oggi sarà a Vicenza e al momento della votazione si asterrà. «E’ una fase molto complessa - afferma - sta per partire un vero domino bancario e c’è bisogno che il cda della Fondazione si confronti su cosa fare in futuro». Un futuro che fino a quattro mesi fa sembrava già tracciato: la volontà era quella di allentare via via il legame con la banca.

La Fondazione in gennaio aveva concluso un accordo con la Popolare di Vicenza che prevedeva la cessione della metà della quasi 355.000 azioni Bpvi da rendere alla casa madre al valore di 62 euro ad azione. Operazione che sarebbe avvenuta in tre anni e che avrebbe portato in cassa alla Fondazione circa 12 milioni di euro. Due mesi fa è arrivato il via libera dalla Banca d’Italia e dopo l’assemblea di oggi, appunto, le operazioni per la cessione sarebbero iniziate.«A questo punto lo scenario è completamente cambiato - è l’opinione del consigliere del cda della Fondazione Stefano Ciuoffo - e quindi bisognerà agire di conseguenza». Non al buio ovviamente, la Fondazione darà mandato a Prometeo, la società di gestione degli investimenti, di tracciare alcuni scenari con l’obiettivo ridurre al minimo le perdite.

Cosa che difficilmente avverrà al piccolo e medio azionista pratese che imputa alla Bpvi scarsa trasparenza. E’ il presidente della Unione Industriali Andrea Cavicchi ad esprimere «grandissima preoccupazione - dice - per questa operazione che non solo va ad incidere sui patrimoni delle persone ma anche su quelli delle aziende. Tanti imprenditori - afferma Cavicchi - hanno inscritto nel bilancio l’acquisto di azioni e in poche ore si sono trovati con una perdita, se non con un bilancio che non sta più in equilibrio. Inoltre - prosegue Cavicchi - la Popolare di Vicenza ha fatto forti pressioni, soprattutto nell’ultimo periodo, perché gli imprenditori entrassero nell’azionariato della banca in particolare nel momento in cui chiedevano affidamenti. Ora, mi chiedo, se sia stata cosa di buon senso, se qualcuno sapeva e che fine farà il rapporto di fiducia che a questo punto non può che calare. Di sicuro gli imprenditori del distretto - afferma - non hanno bisogno di altri problemi». Cavicchi ribadisce la difficoltà da parte degli imprenditori, piccoli e medi, di accedere al credito:«Gli indicatori sono in leggero aumento, sulla carta il denaro dovrebbe costare meno, ma alle aziende che non esportano, piccole di dimensioni o in difficoltà per il tipo di produzione, come tintorie e rifinizioni, le banche continuano a non dare soldi». Per Cavicchi una strada per risolvere il problema c’è, ed è quella del «rating di filiera che metta insieme su lavoro e investimenti piccole a grandi imprese».

Critico anche sull’urgenza di «abolire le popolari per decreto - afferma - visto che sono state le banche più vicine ai territori perché maggiormente flessibili. C'è bisogno di riflettere, di valutare cosa accadrà - dice- E’ vero che si sono verificati problemi ma la “toppa” della scomparsa delle popolari - continua - non vorrei risultasse più dannosa del “buco” della loro esistenza». Il presidente degli industriali deciderà se incontrare il presidente Bpvi Gianni Zonin per affrontare la questione: «E’ anche vero però - conclude - che non ha mai mostrato grande disponibilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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