Il Tirreno

Prato

Bracconaggio: abbattuti più di 1400 animali a Prato

Un sequestro di armi e trappole operato dalla Polizia provinciale
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Un sequestro di armi e trappole operato dalla Polizia provinciale

Il bilancio dell'attività degli agenti di Polizia provinciale contro l'attività illegale sulla caccia. In cinque anni sequestrate 188 trappole e 72 armi

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PRATO. Grande l'impegno, ma anche la competenza con la quale gli agenti della Polizia provinciale portano avanti la lotta contro il bracconaggio e il commercio e la detenzione illegale di fauna selvatica. Negli ultimi cinque anni, solo per quanto riguarda l'attività illegale sulla caccia e la tutela della fauna selvatica, gli agenti hanno contestato 185 reati, elevato 1444 sanzioni amministrative e sequestrato 1422 esemplari di fauna selvatica perché illegalmente abbattuti o detenuti oppure appartenenti a specie vietate o protette. Rilevante anche il numero di mezzi di cattura vietati sequestrati: 188, in particolare trappole, tagliole, lacci e reti oltre a 72 armi sequestrate, tra le quali anche balestre e silenziatori da applicare ai fucili, visori e puntatori laser per il bracconaggio notturno.

"I risultati ottenuti testimoniano la considerevole attività illegale presente sul territorio e la costante necessità della presenza, specialmente in zone extraurbane, del personale della polizia provinciale -– sottolinea il comandante Michele Pellegrini -– Personale opportunamente addestrato per prevenire e reprimere le attività illegali in ambito venatorio e ambientale". Ambito nel quale, sul territorio pratese, la Polizia provinciale è la forza principale che opera costantemente per la tutela del patrimonio faunistico e lo fa attraverso un numero esiguo di agenti, solo 12 per tutta la provincia (compreso il comandante e l'addetto amministrativo).

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Elemento fondamentale per l'attività investigativa è anche la collaborazione con la Procura della Repubblica di Prato che ha delegato agli agenti provinciali ispezioni, perquisizioni domiciliari e locali e altre attività repressive, che hanno permesso di rinvenire mezzi di cattura vietati e animali selvatici illegalmente detenuti. Proprio con riferimento ai mezzi vietati vale la pena ricordare che questi oltre a essere illegali sono causa anche di grandi sofferenze per gli animali. In particolare i lacci in acciaio, solitamente utilizzati per la cattura di grossi ungulati come cinghiali, caprioli e cervi, intrappolano l'animale per il collo fino a ucciderlo per strangolamento. La Polizia provinciale ricorda come sempre la propria disponibilità a fornire informazioni e ricevere richieste e/o segnalazioni attraverso il cellulare di pronto intervento 337 317977.

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