Il Tirreno

Prato

Fondazione Pecci, gli statuti sono due e la rissa è sul nome

Riccardo Tempestini
Il nuovo Pecci firmato da Maurice Nio
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Il nuovo Pecci firmato da Maurice Nio

Il Comune non vuole intestare la nuova fondazione a Luigi Pecci, i soci fondatori e ordinari hanno invece votato uno statuto nel quale c'è il nome della famiglia. Empasse in Palazzo, probabile la convocazione di una nuova assemblea dei soci. Intanto il consiglio comunale dà l'ok alla "carta" concordata con la Regione

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PRATO. Due statuti per una sola fondazione. Con il voto favorevole del consiglio comunale, ieri pomeriggio, giovedì 9 aprile, la Fondazione che dovrà gestire il nuovo Centro Pecci avrà ben due statuti: uno approvato a maggioranza mercoledì sera dall’assemblea dei soci del Centro per l’arte contemporanea, l’altro passato con i voti dei consiglieri comunali del Pd, con l'astensione dei 5 stelle e Forza Italia, contrari i consiglieri della lista Cenni.

Fra i due testi, in gran parte uguali, alcune differenze sono però sostanziali. La prima è il nome: “Fondazione Luigi Pecci per le arti contemporanee in Toscana” è quello votato dall’associazione (con il voto contrario del Comune) mentre il nome scelto nello statuto approvato in consiglio manca l'intestazione a “Luigi Pecci” (con il consenso della Regione). La seconda differenza riguarda il numero dei consiglieri indicati dall’associazione nel cda della fondazione: due invece di uno (anche in questo caso la Regione appoggia il Comune). Altra differenza contenuta nello statuto del Comune è la durata del cda: da 3 si passa a 4 anni, con un massimo di 2 mandati. Per il resto il testo è lo stesso.

La fondazione “di partecipazione”, ha due soli soci "fondatori promotori”:  il Comune di Prato e l’Associazione Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Il passaggio della gestione dall’associazione alla fondazione è stato deciso per affrontare con un assetto giuridico e gestionale più adeguato, la gestione del nuovo museo che sarà aperto però non prima di aprile 2016.

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Il fondo di dotazione iniziale è formato dall’uso dell’edificio di viale della Repubblica per quanto riguarda il Comune, mentre l’associazione concederà l’uso della Collezione permanente oltre a 50 mila euro cash. Il cda della fondazione deciderà le quote da versare da parte delle altre due eventuali categorie di soci della fondazione, ovvero Fondatori e Sostenitori.

Per quanto riguarda gli organi, ci sarà il Collegio dei fondatori, con un rappresentante del Comune e uno dell’associazione Centro Luigi Pecci, mentre il presidente del cda, sarà nominato dal sindaco fra i 4 membri indicati dal Comune. Il consiglio, in carica per 3 o 4 anni, conta da 5 a 7 membri, compresi due membri indicati dalla Regione. In caso ai aumento dei soci fondatori o sostenitori, una nomina spetterà a loro. In ogni caso il cda della fondazione non potrà avere più di 9 membri. Toccherà all cda, infine, la nomina del direttore a cui spetta la programmazione culturale, ma anche il bilancio.

Il cda della fondazione nominerà anche il segretario della fondazione che collaborerà con il direttore - così come indicato dalla commissione scientifica - per fornire pareri sull’attività culturale. In caso di estinzione della fondazione, tutto il patrimonio sarà devoluto al comune di Prato. Ma quale dei due statuti sarà adottato? Il Comune è propenso a convocare una nuova assemblea dei soci dell’associazione.

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