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Prato

IL CASO

Piccioni morti, rifiuti e cattivi odori

Piccioni morti, rifiuti e cattivi odori

Nell’edificio di piazza Einstein, di proprietà dell’Inps, ci sono da anni abitazioni vuote. Chiesto l’intervento dell’Asl per motivi igienico-sanitari

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PRATO. La “casa degli orrori” si trova al quinto piano di una palazzina in piazza Einstein, nel quartiere di Pratilia. Tra mucchi di spazzatura, materassi adagiati per terra, finestre spalancate 24 ore su 24, l’appartamento è il regno incontrastato di roditori, carcasse di volatili e piccioni vivi che qui nidificano e fanno compagnia agli umani che di tanto in tanto s'intrufolano in cerca di riparo notturno.Entrare in queste quattro mura, incustodite da tanti anni, è una vera passeggiata: la porta d’ingresso è perennemente aperta.

Serve però munirsi di mascherina: gli odori nauseabondi invadono anche il pianerottolo. Le famiglie Lugli e Fabiani, spalleggiate dall’amministratore di condominio Francesco Golin (Fincasa), non sanno più a che santo votarsi: chi vive nell’appartamento di fronte deve fare i conti con cattivi odori e con la spazzatura che vento e intemperie trascinano nel vano scale, mentre chi sta ai piani inferiori è stanco del rumore di persiane e infissi che sbattono a tutte le ore del giorno e della notte. Altri tre appartamenti del condominio “San Pietro”, due al secondo piano e un altro al quarto, versano in condizioni fatiscenti col cattivo odore che fa da padrone. Con chi rifarsela? Semplice: con il proprietario. E che proprietario.

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I nodi vengono al pettine scorrendo la corrispondenza che, a suon di raccomandate e Pec, tiene in mano l’amministratore di Fincasa. Quelle case infatti appartengono all’Inps che fa gestire il suo patrimonio immobiliare a livello nazionale alla società Prelios Integra spa, subentrata nell’agosto scorso alla Sovigest. Ora, gli appartamenti in questione risultano incustoditi da almeno dieci anni ma è negli ultimi mesi che la situazione è precipitata, complice la presenza più volte segnalata di occupanti abusivi. Situazione che con una mail datata 17 novembre 2014 l’amministratore di Fincasa denunciava chiaramente alla Prelios (sede a Milano), sollecitandola a «intervenire prontamente, provvedendo a installare chiusure efficaci per impedire accessi non consentiti e ripristinare adeguate condizioni di igiene».

Tutto il blocco residenziale risalente agli anni '50 una volta era di proprietà dell’ex Inpdap (poi confluita nell’Inps) e via via, nel corso degli anni, gli inquilini hanno potuto “riscattare” gli appartamenti. «L’attuale condominio – spiega l’amministratore di Fincasa – nasce otto anni fa ma alcuni immobili di proprietà dell’ente previdenziale rimasero vuoti e incustoditi: fra questi, quattro sono i più “problematici” per lo stato in cui versano. Chiediamo che vengano messi in sicurezza ripristinando innanzitutto le fondamentali condizioni di igiene e salubrità».

Il punto è che tra i condomini si parla ora di spendere per riqualificare la palazzina ma viene difficile pensare a dei lavori di miglioramento nell’edificio con appartamenti in tale stato. «Se l’Inps non è in grado di gestire il suo patrimonio lo metta in vendita», dicono in coro l’amministratore e i condomini Mario Fabiani e Mariagrazia Lugli, tra i più arrabbiati. Per quest’ultima l’inquietante “casa degli orrori” sorge proprio di fronte. «Ogni mattina – lamenta la signora - dobbiamo ascoltare il “concerto” dei piccioni, senza parlare della dispersione di riscaldamento».. Instancabile, l’amministratore condominiale ha preso un’altra volta carta e penna per scrivere questa volta al’Asl 4 con due lettere indirizzate all’ufficio igiene di via del Lavarone nel mese di marzo.

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