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immigrazione

Profughi, il 90% non viene riconosciuto come tale

Solo il 10 per cento dei 250 immigrati arrivati a Prato ha ottenuto i documenti come rifugiato politico, per gli altri la commissione che valuta la documentazione l’ha respinta

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PRATO. Solo il 10 per cento dei 250 profughi arrivati a Prato ha ottenuto i documenti come rifugiato politico. Per gli altri la commissione che valuta la documentazione l’ha respinta. In molti hanno quindi optato per il ricorso (che prolunga il permesso di soggiorno) oppure una vita senza documenti rendendo più avventurosa la possibilità di raggiungere i propri parenti nei paesi del nord. E’ questa una delle informazioni emerse durante la visita della commissione consiliare numero cinque al centro di accoglienza Santa Caterina dei Ricci dove adesso sono ospitati un’ottantina di “rifugiati”.

Giovani che arrivato da 12-13 paesi diversi dell’Africa e che spesso arrivano in Italia, e quindi a Prato, senza conoscere minimamente le regole del nostro paese. «Ed è questo uno dei primi temi con cui si confrontano », spiega il presidente della commissione Gabriele Alberti.

«Dal momento che in Santa Caterina si comincia, dopo i controlli sanitari di rito, un piccolo corso per insegnare le regole base per vivere qui in modo da evitare comportamenti sbagliati dovuti alla non conoscenza. Chi arriva qui come profugo infatti ha anche una bassa scolarizzazione».

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Una visita quella della commissione consiliare inserita nell’ottica di una sorta di visita della struttura per capirne il funzionamento visto che il Comune ha dato la propria disponibilità a collaborare alla prefettura.

«Abbiamo trovato - è il parere di Alberti - un centro molto ben organizzato e anche per il momento sottoutilizzato rispetto alle proprie capacità. Sarebbe infatti un centro per 250 persone mentre attualmente ce ne sono 80. Questo non può che farci piacere dal momento che Prato ha già un livello d i immigrazione molto elevato».

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