Proteste
Il filo di BettaKnit diventa un poncho
Accordo tra l’azienda di Fani e il distributore Gerard. Capi unici per le vetrine del marchio fiorentino
PRATO. L’uno è uno dei negozi più fashion sulla piazza fiorentina, l’altro è un brand pratese di maglieria fatta a mano. “Sferruzza” oggi, “sferruzza” domani, dal filo intrecciato prendono vita morbidi poncho in cotone col doppio cartellino: “Bettaknit” e “Gerard”. Produttore pratese (“Bettaknit”), distributore fiorentino (“Gerard”): dall’incontro tra due anime creative declinato al femminile, quella di Francesca Fani, imprenditrice al timone della Pafasystem (meccanotessile) che nel 2010 ha lanciato il marchio “Bettaknit”, e di Giulia Pecchioli, figlia del fondatore del marchio “Gerard” che per i fiorentini è icona di moda, sbocciano idee originali per il guardaroba primaverile ed estivo. E il filato pratese, con la sua impronta di artigianalità e “fatto a mano” (è lo slogan di “Bettaknit”), diventa così capo finito e veste i manichini di uno dei negozi storici del capoluogo gigliato.
Declinati nelle tre tinte blu, beige e rosso, i caldi poncho sono frutto di lavorazioni tessili artigiane e finiture a mano, tutto rigorosamente “made in Italy” e in puro cotone rigenerato. «Questa collaborazione – spiega Giulia Pecchioli, appassionata di stile “basic” per le proprie collezioni che disegna col marchio “Gerard” - è nata spontaneamente, con una filosofia di stile condivisa alla base con Francesca che è innanzitutto mia cliente: entrambe crediamo in una moda unica, non prodotta in massa, creata con materiali preziosi e sostenibili».
E da “Gerard”, sulla scena modaiola fiorentina da oltre quarant’anni, di qualità se ne intendono visto che due anni fa sono passati dalla vendita del multibrand al monomarca nella sede di piazza Strozzi con linee di pezzi unici e con un occhio di riguardo per il “fatto a mano”. «La collezione di poncho targata “Bettaknit” – prosegue Giulia - sposa in pieno queste caratteristiche. I modelli stanno incontrando il gradimento della nostra clientela più affezionata: con Francesca stiamo già studiando una collezione di poncho in lana e cachemire da presentare al prossimo “Pitti Uomo”». Questo asse Prato-Firenze nel nome della moda segna per il marchio fondato dalle sorelle Francesca ed Elisabetta Fani un salto in avanti. «Si tratta di un’esperienza di co-branding – spiega Francesca Fani - con l’approdo della nostra piccola produzione in un negozio reale, parallelamente al commercio on line di “Bettaknit” (www.bettaknit.com, ndr) dove vendiamo filati, kit maglia e capi finiti. I nostri mercati sono soprattutto i paesi anglosassoni e gli Emirati Arabi. A Dubai, ad esempio, vendiamo filati di cotone».
Nel caso dei poncho in vendita da “Gerard”, il capo è stato prodotto e rifinito a Prato in piccoli laboratori artigianali, intrecciando fili di “Prato cotton”. Insomma, tracciabilità, sostenibilità e artigianalità sono il cavallo di battaglia di “Bettaknit”. Francesca Fani, del resto, è una che di filati s’intende visto che la Pafasystem, l’azienda di famiglia della vicepresidente dell’Unione industriale, produce anche macchinari tessili per realizzare filati di aguglieria.
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