Il Tirreno

Prato

«Duro combattere per diritti sacrosanti»

Parla la madre dello studente disabile che inizialmente era stato rifiutato dal liceo artistico

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PRATO. Nonostante gli annunci fatti, i genitori degli alunni disabili che non erano stati accettati al liceo artistico Brunelleschi di Montemurlo non hanno ancora avuto nessuna comunicazione ufficiale che i propri figli il prossimo anno potranno frequentare l'istituto.

«Voglio essere positiva – spiega Barbara la mamma da cui è partita tutta la protesta – e pensare che mi chiameranno dopo le vacanze di Pasqua. Ho guardato anche sul sito della scuola ma non è stato fatto nessun aggiornamento. La famiglia di un altro ragazzo è stata avvisata che verrà inserito nell' istituto scelto come alternativa al Brunelleschi. Non avendo ricevuto nessuna comunicazione sono abbastanza tranquilla. Certamente se alla ripresa delle lezioni non sarò contattata allora mi muoverò diversamente».

Barbara non si è pentita di aver chiamato la redazione del Tirreno per denunciare una situazione grave. «E' stato comunque faticoso, ma soprattutto triste dover combattere per diritti che dovrebbe essere acquisiti, sono contenta che sia stata trovata una soluzione per tutti i ragazzi. Spero che quando ci sarà da scegliere per l'indirizzo del triennio non sorgano altre complicazioni».

La vicenda dovrebbe aver spianato la strada per le prossime iscrizioni, anche se i genitori fanno notare che fra i criteri di assegnazione dei posti resta quello della residenza. In pratica chi vive a Montemurlo ha più facilità ad ottenere l'iscrizione rispetto a chi abita a Prato. Una scelta curiosa anche perché il Brunelleschi è l'unico liceo artistico della zona, l'alternativa è Firenze, sede impossibile da raggiungere per un disabile. Soddisfatta anche Eva Maggiorelli presidente dell’associazione Orizzonte Autismo. «Questa denuncia spero che sia servita per imparare a pianificare l'inserimento dei ragazzi. E' stata fatta di tutta l'erba un fascio, senza valutare il grado di handicap, quando è lieve due ragazzi posso essere iscritti nella stessa classe. L'altra lezione che si può trarre è che uniti si riesce ad ottenere dei risultati importanti. Comunque per il prossimo anno sarà necessario fare una riflessione anche sulla capacità di accoglienza della scuola che è sottostimata rispetto alle reali richieste».

Alessandra Agrati

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