Attenzione
Due dirigenti comunali in meno e via i super manager
Comune di Prato, parte la riorganizzazione della macchina all'insegna del risparmio e della razionalizzazione. L'assessore Benedetta Squittieri: "Punteremo su risultato ed efficacia dei servizi". Via anche alla trattativa sul milione di euro di fondo integrativo
PRATO. La pianta organica del Comune di Prato, dimagrisce. In seguito alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi, praticamente chiusa dall’assessore al Personale Benedetta Squittieri - a breve partirà la fase di confronto con i sindacati - i dirigenti sono destinati a passare dagli attuali 19 ai futuri 17. E’ questa una delle novità nella riorganizzazione della macchina comunale - la prima della giunta Biffoni - che di sicuro non è il solito giro di valzer di poltrone.
«Le linee approvate in giunta questa mattina (martedì 7 aprile) - spiega Squittieri - spostano l’attenzione sulle funzioni e sui ruoli del personale, in particolare dei dirigenti, e sugli obiettivi che raggiungono e non più sulle persone». In pratica i dirigenti che più realizzaranno gli indirizzi politici e strategici della giunta, in tempi congrui, con trasparenza e attenzione alla qualità del servizio, più guadagneranno. Non basterà, come è accaduto fino a ora, aver un livello contrattuale alto, sarà necessario lavorare seguendo linee e criteri.
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Si tratta di una piccola rivoluzionena che potrebbe far risparmiare alle casse comunali fino a 200.000 euro l’anno se non di più. «I risparmi sulla macchina amministrativa - spiega il sindaco Matteo Biffoni - sono uno dei nostri obiettivi anche se il primo resta quello di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini».
All’insegna della semplificazione, verranno accorpati alcuni uffici «seguendo i criteri della collaborazione, del lavoro di gruppo e delle competenza trasversali». Con meno uffici c’è bisogno di meno dirigenti. E infatti due verranno eliminati dalla pianta organica: uno tecnico e l’altro amministrativo. «Tra gli attuali dirigenti - prosegue Squittieri - quattro hanno maturato i requisiti per andare in pensioni con le leggi vigenti prima della riforma Fornero».
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Chi siano si sa già: Lorenzo Frasconi, Alessandro Fontani, Franco Neri e Riccardo Pecorario. «Abbiamo fatto ricorso all’istituto dell’esodo volontario - spiega il segretario generale Roberto Gerardi - Non prima di aver compiuto delle verifiche all’Inps su ciascuna posizione. La procedura partirà subito: invieremo delle lettere a chi ha maturato i requisiti chiedendo loro se vogliono procedere con il prepensionamento». Le risposte arriveranno tra una decina di giorni e se nessuno aderirà all’offerta sarà il Comune a procedere con l’individuazione.
Dunque in un modo o nell’altro il Comune, entro pochi mesi, taglierà il budget delle spese per il personale di almeno 100.000 euro. E siccome un dirigente è già stato distaccato a Firenze (Filippo Foti) ed è quel Comune a sostenere le spese per lo stipendio, il risparmio sale a circa 150.000 euro l’anno. Ma non è finita qui. Nella riorganizzazione la giunta Biffoni ha eliminato di netto le quattro maxi aree (tecnica, di promozione del territorio, area dei servizi al cittadino e area risorse) prima gestite da altrettanti super dirigenti che avevano un inquadramento più alto di tutti gli altri colleghi e di conseguenza anche gli stipendi.
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«Prima la fascia più alta - prosegue il segretario generale - prevedeva un salario massimo di 44.000 euro (oltre alla parte di stipendio fissa pari a 43.000 ndr). Noi, eliminando le aree, l’abbiamo abbassata a 40.000». Con un risparmio ulteriore di 16.000 euro (in totale quasi 170.000 euro in meno ogni anno da destinare alle spese di personale). «Questa operazione - continua Squittieri - ci dà la possibilità di fare manovre anche sul fondo dei dirigenti, ovviamente passsando attraverso la contrattazione con i sindacati con i quali abbiamo l’intenzione di collaborare».
Anche quella del fondo integrativo dei dipendenti comunali, è storia nota: si tratta di un milione di euro che ogni anno viene spartito tra tutti i dirigenti sulla base di due criteri: la remunerazione di posizione, che attualmente rappresenta il 70% e quella di risultato che è il 30%. «Fino ad oggi si è trattato di una ripartizione obbligatoria - afferma Gerardi - perché le indennità di posizione rappresentavano, appunto, il 70% del fondo. Eliminando le aree anche le percentuali cambiano».
La riorganizzazione non sarà semplice e con tutta probabilità susciterà diversi malumori, anche perché la volontà della giunta Biffoni è di mettere in discussione un’ altra prassi acquisita. «Fino a oggi - prosegue Squittieri - se una parte del fondo non veniva distribuita in un dato anno, il residuo andava ad aumentare il monte complessivo che veniva suddiviso tra i dirigenti l’anno successivo». Da ora in poi se il fondo integrativo non si esaurirà, le risorse residue andranno nel bilancio complessivo del Comune sotto la voce “economie”, ovvero risparmi. «Si tratta - concludono Biffoni e Squittieri - di un altro modo per contenere le spese».
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