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Prato

A Prato spetta il primato nazionale delle imprese straniere

Un kebab a Prato
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Un kebab a Prato

Nella graduatoria fornita da Unioncamere Prato precede Milano e Firenze: una ditta su quattro è gestita da cittadini di origine extracomunitaria

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PRATO. Sono stati pubblicati i dati di Unioncamere sulle imprese straniere. A livello nazionale le imprese straniere sono 335 mila, con in testa cinesi e marocchini. Sono in crescita bengalesi e indiani. Ma il primo posto per la provincia con la maggiore incidenza di imprese individuali extra UE è toccato nuovamente a Prato: sono infatti 6.718 le imprese individuali straniere, il 39,89% del totale. Un primato che vede al secondo posto Milano, con una incidenza percentuale del 22,12%. “Questi nuovi dati ci danno una ulteriore conferma della particolarità del nostro sistema imprenditoriale, che negli anni ha saputo affrontare e gestire un processo di cambiamento così importante – commenta Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio – La nostra esperienza, le soluzioni che abbiamo saputo mettere in campo, ci rendono un laboratorio importante per le altre realtà.”

L’indagine trimestrale condotta da Unioncamere/ InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio segnala che gli imprenditori stranieri più numerosi sono quelli provenienti dal Marocco (64mila) con una fortissima presenza nel commercio (oltre 46mila), seguiti dai cinesi (in totale 47mila), con oltre 5mila ristoranti e 16mila aziende manifatturiere, prime tra tutte quelle tessili concentrate soprattutto in Toscana, e ora in forte crescita anche tra i parrucchieri e nelle attività di servizio alla persona. Si conferma poi la forte presenza egiziana nella ristorazione (2.500, secondi dopo i cinesi) e degli albanesi nelle costruzioni (oltre 23mila, primi assoluti). In valori assoluti, il primato della crescita spetta però al Bangladesh che, con un aumento di 4.900 imprese, supera le 25mila ditte individuali, fortemente concentrate nei servizi alle imprese (call center, copisterie, ecc.). Alle sue spalle, il Marocco, con oltre 3.100 imprese in più negli ultimi dodici mesi. Quindi la Cina, con quasi 2mila nuove attività.

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