Sicurezza
Dipendente asl non torna dopo l’aspettativa: licenziata
Prato, «Prima che rientrasse al lavoro sono trascorsi molti mesi - dice la direttrice sanitaria Simona Carli - Un caso del genere è la prima volta che accade, almeno da quando ci sono io»
PRATO. Doveva rientrare da un periodo di aspettativa prima del Natale dell’anno scorso ma non lo ha fatto. Anzi, si è ripresentata molti giorni dopo al lavoro, prolungando così il periodo di risposo concessole dall’azienda a tutte le festività natalizie del 2014.
Un buon motivo, anzi una “giusta causa” per indurre l’Asl a licenziarla. Le è una dipendente che lavora all’ospedale con contratto a tempo indeterminato. Il licenziamento scatterà dal primo luglio, in quanto la donna ha diritto a tre mesi di preavviso - scattati il primo aprile - avendo maturato oltre sette anni di anzianità.
Il licenziamento è stato deciso dall’ufficio di disciplina dell’Asl 4, che in sostanza coincide con i massimi vertici dell’azienda sanitaria: il direttore generale Edoardo Majno, il direttore sanitario Simona Carli e quello amministrativo Massimo Braganti. Un provvedimento disciplinare molto severo che la dipendente potrà impugnare. «Prima che rientrasse al lavoro sono trascorsi molti mesi - dice Simona Carli - Un caso del genere è la prima volta che accade, almeno da quando ci sono io».
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